Pastore mennonita condannato a 11 anni di prigione

Nguyen Cong Chinh, 43 anni, avrebbe scritto e diffuso materiale oltraggioso nei confronti delle autorità e “diffamatorio verso la situazione interna al Vietnam”. La pena aggravata dall’aver mantenuto rapporti con gruppi anti-governativi. Attivisti Hrw: “ennesima dimostrazione” della violazione alla libertà religiosa perpetrata da Hanoi.

Hanoi (AsiaNews/Agenzie) - Un tribunale vietnamita ha condannato un pastore di una chiesa mennonita - al bando nel Paese - a 11 anni di prigione per aver "minato l'unità nazionale". Questa mattina i media di Stato hanno confermato la pena inflitta a Nguyen Cong Chinh ritenuto colpevole di aver scritto e diffuso materiale oltraggioso nei confronti delle autorità e "diffamatorio verso la situazione interna al Vietnam". Egli sarebbe anche accusato di aver intrecciato e mantenuto rapporti con gruppi anti-governativi. La sentenza di oggi è solo l'ultimo caso di repressione religiosa perpetrata da Hanoi che ieri ha bloccato i visti di ingresso alla Commissione vaticana che lavora alla causa di beatificazione del card. Văn Thuận.

Il pastore Nguyen Cong Chinh, 43 anni, è stato incriminato per aver spedito documenti a movimenti "anti-rivoluzionari" in Vietnam e all'estero. "Ha mistificato la realtà interna - riferisce il quotidiano filo-governativo in lingua inglese Vietnam News - calunniando il governo, lo Stato e l'esercito in occasione di interviste con giornali stranieri".

Il processo è durato un solo giorno e si è tenuto ieri nella provincia di Gia Lai, sugli altipiani centrali del Vietnam, dove l'uomo è stato arrestato nell'aprile 2011. Per gli attivisti di Human Rights Watch (Hrw) la condanna è "l'ennesima dimostrazione" delle violazioni al principio della libertà religiosa operato dal governo di Hanoi.

Una repressione che si abbatte, in particolare, nei confronti dei gruppi minoritari e delle sette che non sono affiliate alle associazioni religiose riconosciute dallo Stato. I Mennoniti costituiscono la più numerosa delle chiese anabattiste. Ad oggi si contano più di un milione e mezzo di fedeli nel mondo, soprattutto negli Stati Uniti, in Canada, in Africa e in India; in Vietnam non sono riconosciuti in via ufficiale.

La condanna di oggi segue la decisione della autorità di cancellare i visti di ingresso alla Commissione vaticana, attesa in questi giorni nel Paese del Sud-est asiatico per la causa di beatificazione del card. Francis Xavier Nguyễn Văn Thuận. La delegazione della Santa Sede è guidata dal card. Peter Turkson, presidente del Pontificio consiglio giustizia e pace, e avrebbe dovuto visitare il Vietnam dal 23 marzo al 9 aprile (cfr. AsiaNews 26/03/12 Beatificazione del card Văn Thuận: Hanoi revoca il visto alla Commissione vaticana).

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