Una settimana di preghiera in ricordo di Shama e Shahzad, cristiani torturati e uccisi tre anni fa
di Shafique Khokhar

Erano stati accusati di blasfemia. Il governo ha il dovere di proteggere i suoi cittadini, come sancisce la Costituzione. Gli orfani della coppia sostenuti con amore e cura dall’ong Cecil & Iris Chaudhry Foundation.


Lahore (AsiaNews) – A tre anni dal linciaggio e la brutale uccisione di Shama e Shahzad, giovani coniugi cristiani, la Cecil & Iris Chaudhry Foundation (Cicf) li commemora con una settimana di preghiera e fa appello alle autorità pakistane perché assicuri “la sicurezza e la protezione di tutti i suoi cittadini a prescindere da religione, casta o genere…come sancisce la Costituzione”. Dalla morte della coppia, la fondazione si occupa dell’educazione dei loro tre orfani, mentre il quarto figlio è stato adottato dallo zio.

Il 4 novembre 2014, a Kot Radha Kishan nel distretto di Kasur (circa 60 km da Lahore), una folla di oltre 400 persone ha lapidato Shahzad Masih e sua moglie Shama, per poi bruciarli vivi in una fornace. La donna era incinta quando la coppia è stata accusata di blasfemia. Un collega di Shahzad, impiegato in un mattonificio, sosteneva di aver visto Shama bruciare pagine del Corano.

Nella dichiarazione rilasciata dall’associazione, la presidente Michelle Chaudhry ricorda l’orrore destinato a rimanere “nei nostri cuori e menti”: “In quella fornace, non hanno bruciato solo due vite preziose, hanno bruciato gli insegnamenti dell’islam e il Pakistan di Jinnah [fondatore del Paese, da lui immaginato moderno e laico, ndr] e nessun risarcimento economico potrebbe far ammenda a simili atti di violenza”.

I due cristiani hanno lasciato i figli molto giovani: al tempo della disgrazia avevano dagli 8 anni ai 18 mesi. Il maggiore, Suleiman, è stato anche testimone dell’omicidio dei suoi genitori. Dalla loro morte, l’associazione ha preso in carica il destino dei bambini, di cui finanzia l’istruzione. “Ci dà grande gioia e gratificazione spirituale vedere questi bambini che stanno bene, sono felici e sicuri”, commenta Chaudhry. “Con cura, amore e un ambiente sano, essi ora si sono inseriti a scuola; e riescono bene non solo negli studi ma partecipano anche con impazienza alle attività extracurriculari”.

La fondazione è un’organizzazione non-profit e non-governativa che si occupa delle categorie svantaggiate del Paese e prende il nome dal veterano dell’aviazione e attivista cattolico pakistano Cecil Chaudhry.

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