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    » 08/07/2015, 00.00

    PAKISTAN

    Lahore: un nuovo futuro per i figli di Shama e Shahzad, bruciati vivi dai musulmani

    Shafique Khokhar

    I quattro bambini della coppia cattolica sono stati presi in custodia dalla Cecil & Iris Chaudhry Foundation, che finanzia la loro educazione. Suleiman e Sonia hanno passato in modo brillante l’esame di fine anno. Padre Mendes: “Oltre a pagare le spese, la fondazione gli dona l’amore di cui hanno bisogno”.

    Lahore (AsiaNews) – Dopo la morte dei genitori, i figli di Shama e Shehzad – la coppia cattolica che, accusata di blasfemia, venne lapidata e bruciata viva nel novembre 2014 da un gruppo di musulmani – non sono stati abbandonati. I quattro bambini, che al tempo della disgrazia avevano dagli 8 anni ai 18 mesi, sono stati presi in custodia dalla Cecil & Iris Chaudhry Foudation (Cicf), che si occupa della loro educazione.

    La fondazione, che prende il nome dal veterano dell’aviazione e attivista cattolico pakistano Cecil Chaudhry e da sua moglie, si prende carico di tutte le spese scolastiche dei bambini: rette della scuola, libri, uniformi, ripetizioni private, trasporto pubblico etc. Questa settimana sono usciti i risultati degli esami di fine anno dei bambini più grandi, Suleiman e Sonia. Gli esiti sono brillanti, in quanto Suleiman è passato col massimo dei voti (A+) e Sonia con B. Il superamento degli esami è stato festeggiato da tutto lo staff della Cicf, che ha regalato ai bambini giocattoli, libri da colorare, e dolci.

    Michelle Chaudhry, figlia di Iris e Cecil e presidente della fondazione, è “piena di gioia a vedere che questi bambini non solo vanno a scuola volentieri ma sono anche così bravi. Ringraziamo tutti i nostri generosi sostenitori che rendono possibile portare un cambiamento positivo nella vita di questi bambini sfortunati”.

    La Cicf “crede molto nel potere dell’educazione – continua la donna – e nel fatto che porti cambiamento e sicurezza. Io sono convinta che l’educazione sia una delle migliori difese contro lo sfruttamento e l’oppressione. L’affermazione accademica è di certo la via per ogni comunità oppressa in una società intollerante”.

    Commentando questi fatti ad AsiaNews, p. Bonnie Mendes afferma che “non è facile saper accogliere bambini poveri, soprattutto se hanno perso i genitori in modo così tragico, bruciati vivi in una fornace con una falsa accusa di blasfemia”. “Nonostante questo – continua il sacerdote – il fatto che i bambini stiano bene e che abbiano successo negli studi testimonia che la Cicf non solo paga le loro spese ma dona a questi bambini l’amore di cui sentono così grande mancanza”.

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