Pompeo: gli Stati Uniti non vogliono la guerra con l’Iran. E nemmeno Teheran

Dalla Russia, dove ha incontrato Lavrov, il segretario di Stato Usa cerca di smorzare i venti di guerra in Medio oriente. L’obiettivo è costringere Teheran a comportarsi come “una nazione normale”. Khamenei: “Non siamo in cerca di una guerra, e neanche loro”. L’Iran ha sospeso parte degli impegni previsti nell’accordo nucleare. 


Teheran (AsiaNews/Agenzie) - A dispetto delle crescenti tensioni nella regione mediorientale, con l’invio di navi da guerra e bombardieri nelle acque del Golfo e incidenti navali dai contorni poco chiari, gli Stati Uniti non sono in cerca di una guerra con l’Iran. È quanto ha affermato ieri il segretario di Stato Usa Mike Pompeo, nel contesto di una visita diplomatica in Russia. Secondo Pompeo l’obiettivo di Washington è assicurarsi che la Repubblica islamica si comporti come “una normale nazione”; tuttavia, egli non ha escluso dure risposte nel caso di attacchi a interessi o alleati. 

Nell'incontro fra il segretario di Stato Usa e il suo omologo russo Sergei Lavrov a Sochi, sono emerse una volta di più le distanze fra la Casa Bianca e il Cremlino. Fra i nodi della discordia nello scacchiere internazionale il sostegno russo al presidente venezuelano Nicolás Maduro, le (presunte) intromissioni russe in vista delle presidenziali americane del 2020 e il dossier ucraino, con l’annessione della Crimea nel 2014. 

Sempre ieri anche il presidente Usa Donald Trump ha cercato di smorzare i venti di guerra, smentendo un rapporto del New York Times secondo cui è allo studio l’invio di 120mila truppe in Medio oriente in caso di minaccia iraniana. “Non abbiamo piani al riguardo” ha dichiarato Trump, il quale spera di non dover “prendere in esame questo tipo di eventualità”. 

Il tentativo di smorzare - almeno a parole - i toni bellicosi da parte degli Stati Uniti trova una sponda nella massima carica politico-religiosa in Iran: in queste ore, infatti, anche il leader supremo Ali Khamenei ha affermato che non vi sarà alcuna guerra con gli americani. Con una dichiarazione affidata al suo account Twitter e rilanciata dai media di Stato, il grande ayatollah ha sottolineato che non intende rinegoziare l’accordo nucleare per poi aggiungere che “non siamo in cerca di una guerra, e neanche loro”.

L’8 maggio 2018 il presidente Usa Donald Trump ha ordinato il ritiro dall’accordo nucleare (Jcpoa) raggiunto a fatica e con intensi negoziati dal predecessore Barack Obama, introducendo le più dure sanzioni della storia contro Teheran. Una decisione che ha provocato un significativo calo nell’economia iraniana - confermato da studi Fmi - e un crollo nel petrolio, obiettivo della seconda parte in vigore dal 4 novembre scorso.

Sempre in tema di nucleare, in queste ore l’Iran ha sospeso in via ufficiale alcuni impegni previsti dall’accordo del 2015 come anticipato la scorsa settimana alle nazioni ancora coinvolte nel Jcpoa. Secondo una fonte ufficiale iraniana, per il futuro Teheran non terrà conto dei limiti previsti dal piano per la produzione di uranio arricchito e di acqua pesante. 

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