A Mosca si raccolgono aiuti umanitari da inviare in Siria

L’iniziativa è della “Società ortodossa imperiale di Palestina”, tra le più antiche organizzazioni internazionali che lavorano in Russia. A fine marzo il Patriarca russo aveva incontrato il metropolita di Homs e promesso aiuti.

Mosca (AsiaNews) - La "Società ortodossa imperiale di Palestina", tra le più antiche organizzazioni internazionali presenti in Russia, ha avviato a Mosca una raccolta di aiuti umanitari da inviare alla popolazione siriana. La raccolta è iniziata il 31 marzo e andrà avanti fino al 10 aprile in quattro diversi luoghi della città. Secondo quanto riporta l'agenzia Interfax, l'intenzione è di consegnare tutto per il 17 aprile, giorno in cui si celebra l'indipendenza della Siria.

L'iniziativa è sostenuta dal "Comitato russo per la solidarietà tra la Chiesa ortodossa russa e i popoli siriano e libico", il quale ha organizzato la raccolta presso il convento delle Sante Marta e Maria e nel monastero maschile di Novospassky. Altri punti dove portare gli aiuti sono stati allestiti al "Centro per i programmi di volontariato" dell'Università russo-ortodossa e nelle strutture del Dipartimento comunale per le politiche giovanili e della famiglia.

I generi di aiuti più richiesti vanno da quelli alimentari come farina, zucchero, sale e biscotti; ai medicinali, soprattutto antibiotici e anestetici; fino ad apparecchiature più complesse come defibrillatori, inalatori di ossigeno, incubatrici neonatali e barelle. Come reso noto dagli organizzatori, saranno ben accetti anche alimenti per l'infanzia e l'igiene personale, come prodotti di cartoleria per la scuola.

L'idea dell'invio di aiuti da privati è arrivata a una settimana dall'incontro tra il patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Kirill, e il metropolita di Homs - tra le città più colpite dal conflitto in corso - Georghi, che fa capo al Patriarcato di Antiochia. Nel colloquio tra i due, il 21 marzo scorso, si è parlato anche degli aiuti umanitari alla popolazione siriana. Kirill ha elogiato l'"eroismo" del metropolita che continua a compiere la sua attività pastorale "con grande rischio", in un momento in cui "le chiese vengono distrutte e i cristiani scappano dal Paese". "Non ci può essere un Medio Oriente, così come lo conosciamo, senza la presenza dei cristiani - ha detto Kirill - Per questo vorrei esprimervi i nostri sentimenti di amore fraterno e caloroso sostegno". "Da parte nostra - ha concluso il Patriarca - siamo pronti, nelle parole e nei fatti, a sostenere il vostro popolo". (N.A.) 

 

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