Capodanno, xenofobi minacciano di bruciare il Corano sulla piazza Rossa

Non si abbassa l’allerta per iniziative razziste in Russia. Anche i gruppi contro l’immigrazione illegale invitano alla calma: potrebbero esserci vittime tra innocenti.

Mosca (AsiaNews) – Continua l’allarme per iniziative xenofobe e anti-islamiche a Mosca dopo i disordini dell’11 e 15 dicembre che hanno visto scontrarsi hooligan nazionalisti con gruppi di immigrati dal Caucaso.

Voci in circolo su web e media russi parlano dell’idea di alcuni gruppi radicali di bruciare il Corano in piazza Rossa la notte di Capodanno. Già a metà dicembre uno dei leader nazionalisti Alexander Belov, aveva avvertito che avrebbe dato alla fiamme il libro sacro dei musulmani nella notte di fine anno sull’immensa piazza sotto le mura del Cremlino, luogo tradizionale dove salutare il Nuovo Anno. Autorità politiche e religiose sono in allerta, mentre le stesse organizzazioni che si battono contro l’immigrazione clandestina hanno invitato i facinorosi a desistere. In questo senso è intervenuto il “Movimento contro l’immigrazione illegale”, che il 29 dicembre ha diffuso un comunicato in cui si avverte che un eventuale rogo pubblico del Corano potrebbe rischia di causare “sofferenze a persone innocenti”.

Allo stesso tempo, in molti sono convinti che la minaccia di un Capodanno all’insegna della xenofobia farà rimanere lontani dalla piazza Rossa la comunità di immigrati soprattutto quelli del Caucaso settentrionale, vero obiettivo nel mirino di organizzazioni neonaziste e gruppi radicali.

 

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