Mosca (AsiaNews) – Sono circa 150 milioni i cristiani ortodossi che oggi festeggiano il Natale secondo il calendario giuliano. Il Papa ieri ha ricordato “gli amati fratelli e sorelle delle Chiese orientali” e “con affetto” ha augurato loro “abbondanza di pace e di cristiana prosperità”.
I cristiani ortodossi russi, della Terra Santa e di alcune delle altre Chiese ortodosse orientali celebrano il Natale secondo il calendario giuliano, in ritardo di 13 giorni rispetto a quello gregoriano, adottato da cattolici, protestanti, alcuni ortodossi e mondo laico. Il 7 gennaio, invece, mondo laico e religioso in Russia si incontrano, finisce l'astinenza da carne, dolci e alcolici iniziata il 28 novembre e il Natale è festa nazionale.
Ieri il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Alessio II, ha celebrato la liturgia della Vigilia alla Cattedrale di Cristo Salvatore, nella capitale. Nel suo messaggio natalizio il Patriarca ha chiesto ai fedeli di “accogliere nei propri cuori la gioia di questa nascita”, di sperimentare la bellezza e la forza della fede nella vita quotidiana, pubblica e privata e ha espresso preoccupazione per “i tragici eventi che investono la Terra Santa, dove è nato il Salvatore 2mila anni fa”. “Preghiamo Dio affinché la terra santificata dalla nascita, la vita, la passione e la resurrezione di Cristo diventi, col tempo, terra di pace” si legge nel messaggio diffuso il 5 gennaio.
Il presidente Putin, in un messaggio di auguri alla nazione, ha detto che “questa festa porta gioia e speranza a milioni di persone e ci unisce attorno ai valori morali tradizionali, rafforzando i fondamenti morali e la concordia nella società”. Egli ha anche invitato i russi a guardare al futuro con “fiducia”.
In realtà il Natale è anche un momento di massima allerta per la sicurezza, soprattutto a Mosca. Qui l’amministrazione comunale ha dispiegato 9mila poliziotti nella notte della Vigilia e per tutta la giornata di oggi. Le chiese sotto sorveglianza sono 254; gli agenti controlleranno anche le fermate dei mezzi pubblici.
Il periodo natalizio in Russia, seppure con le differenze di calendario tra cattolici e ortodossi, è stato occasione per ribadire l’impegno delle due Chiese sorelle verso un più sostanziale riavvicinamento. In una conferenza stampa il 26 dicembre mons. Tadeusz Kondrusiewicz, a capo dell’arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca, ha invitato cattolici e ortodossi a “rimanere uniti ed aiutarsi di fronte alle sfide del presente”. Stesso auspicio è quello di p. Igor Vyzhanov, Segretario per le relazioni tra i cristiani presso il Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca. Durante un recente incontro con sacerdoti e religiosi dell’arcidiocesi della Madre di Dio il rappresentante del Patriarcato ha detto “non dobbiamo essere rivali, ma cercare di raggiungere anche a livello di clero quella comprensione reciproca che abbiamo già su molte questioni a livello ufficiale”. Ha poi aggiunto che gli ortodossi russi sono pronti a collaborare con i cattolici in particolare in campo sociale e in programmi di caritativa.










