Le religioni a sostegno delle elezioni in Russia

Da ortodossi, buddisti, musulmani, ebrei l’appello per andare a votare, “dovere morale” per tutti i fedeli. Solo 4 formazioni su 11 potrebbero superare la soglia del 7 per cento ed entrare alla Duma di Stato. Una massiccia affluenza alle urne potrebbe fruttare al partito di Putin l’agognata maggioranza parlamentare.

di Maria Anikina

Mosca (AsiaNews) – L’appello è sempre lo stesso: “Andate a votare!”. Stavolta a lanciarlo è il  Consiglio presidenziale per la collaborazione con le organizzazioni religiose della Federazione russa, che si unisce al coro di leader religiosi – dai russo-ortodossi ai musulmani – che hanno preso parte alla vasta mobilitazione nazionale per le elezioni parlamentari di domani, 2 dicembre. In un documento ufficiale diffuso questa settimana, il Consiglio - di cui fanno parte ebrei, buddisti, russo-ortodossi, musulmani e protestanti – invita “tutti i fedeli e connazionali ad esprimere la loro maturità e partecipare al voto”. E sottolinea poi l’urgenza di “difendere (così) la Madre Patria”.

La  mobilitazione di più settori della società per portare i cittadini alle urne è grande. E hanno fatto la loro parte anche i rappresentanti delle comunità religiose. Il metropolita Kirill, numero due del Patriarcato russo-ortodosso di Mosca, a capo del Dipartimento per le relazioni esterne della Chiesa, ha già dichiarato che le imminenti elezioni sono un “evento chiave, al quale tutti i fedeli hanno il dovere di prendere parte”.

 

Domani si vota per il rinnovo della Duma di Stato, ma i risultati dell’appuntamento elettorale condizioneranno lo sviluppo del quadro politico del Paese, che guarda alle presidenziali del 2 marzo 2008. Scontata la vittoria schiacciante del partito “Russia Unita”, e del suo capolista, il presidente Vladimir Putin; l’unico dubbio rimane sulla percentuale di seggi che questo occuperà alla Camera bassa. Se Russia Unita riuscirà ad ottenere la maggioranza costituzionale – due terzi del Parlamento - potrebbe da sola cambiare la Costituzione a suo piacere. Vale a dire, ad esempio, modificare la legge che vieta il terzo mandato presidenziale consecutivo, lasciando le porte aperte ad un’eventuale candidatura di Putin per il 2 marzo.

 

Secondo gli ultimi sondaggi svolti dalla Fondazione per l’Opinione pubblica, solo quattro degli 11 partiti in corsa domani riuscirebbero a superare la soglia del 7 per cento. Oltre a “Russia Unita”, con il 62 per cento di preferenze, si tratta del: Partito Comunista della Federazione Russa di Ghennady Zuganov (KPRF), con il 12 per cento; Partito liberal-democratico di Vladimir Zhirinovsky (LDPR) con il 9 per cento e del partito di sinistra “Russia Giusta”, guidato dal presidente del Senato russo, Serghey Mironov, in bilico con appena il 7 per cento.

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