Mosca (AsiaNews) Seguire Cristo, per non essere schiavi degli idoli imposti dal mondo moderno. È l'invito di Alessio II a 5 mila fedeli riuniti ieri sera nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca per la veglia di Natale. Durante le celebrazioni il patriarca ortodosso di Mosca e di tutte le Russie ha esortato i presenti a impegnarsi in "buone azioni: provate a condividere la gioia del Natale con le persone che vi circondano, specialmente con chi è solo". "Lasciate - ha aggiunto - che questa gioia vi segua nella vostra vita e vi dia la forza per superare le difficoltà e le tribolazioni".
Oggi i cristiani ortodossi russi, della Terra Santa e di alcune delle altre Chiese ortodosse orientali celebrano il Natale secondo il calendario giuliano. Questo è in ritardo di 13 giorni rispetto al gregoriano adottato da cattolici, protestanti, alcuni ortodossi e mondo laico. Il 7 gennaio, invece, mondo laico e religioso in Russia si incontrano, finisce l'astinenza da carne, dolci e alcolici iniziata il 28 novembre e il Natale è festa nazionale.
Il patriarca ha parlato davanti a numerose autorità politiche, tra cui il primo ministro Mikhail Fradkov, e religiose, come il nunzio in Russia, mons. Antonio Mennini. Nel suo messaggio di auguri ad Alessio II il presidente Vladimir Putin ieri in visita a Yakutskha, in Siberia ha ringraziato la Chiesa ortodossa per il "suo contributo nel promuovere pace, concordia e comprensione reciproca nella società".
Alessio II ha poi lanciato un appello ai fedeli a seguire Cristo, fonte del "vero bene" e non lasciarsi "schiavizzare dagli idoli del potere, della gloria e del piacere impostici dal mondo intorno".
Stesso augurio è quello espresso dal sacerdote ortodosso Yakov Krotov, storico e pubblicista. Parlando con AsiaNews, egli sottolinea l'importanza oggi di ricordare che "solo rivolgendoci a Gesù, sorgente di libertà assoluta, la nostra fede potrà riuscire a non trasformarsi in paura", sotto l'impulso delle tragedie che hanno continuato a caratterizzare anche il 2005. Una per tutte, forse la più vicina ai russi, ma tra le più dimenticate dal mondo, quella cecena. "L'anno passato dice p. Krotov non ha portato miglioramenti; il sangue che continua a scorrere in Cecenia, ci aiuti a valutare in modo più profondo quello che scorre in Iraq. Per noi cristiani è terribile vedere che ci sono anche nel nostro Paese persone che usano il linguaggio religioso per giustificare questi spargimenti di sangue, che mettono l'uno contro l'altro cristianesimo e islam". Padre Krotov si augura, infine, che la nascita di Gesù sia un momento che sproni i cristiani a non lasciarci "incastrare dalle sabbie mobili della paura e a trasformare questo sentimento in fede in Cristo, vera libertà".
Fino a stasera Mosca è una città blindata: sono 3 mila gli uomini delle forze di sicurezza impegnati. I controlli si concentrano soprattutto intorno agli edifici religiosi e vicino alle fermate della metro; in alcuni casi le forze dell'ordine utilizzano anche metal detector. (MA)










