Patriarcato di Mosca: la “triade” dei valori ortodossi del XXI secolo

Fede, libertà e patriottismo sono i fondamenti della società russa. L’iniziativa di un “codice di virtù” per il Paese è funzionale anche al progetto di modernizzazione portato avanti dal presidente, che potrebbe correre per un secondo mandato nel 2012.

di Nina Achmatova

Mosca (AsiaNews) –  La Chiesa russo-ortodossa ha formulato un suo “Codice dei valori russi eterni”, proprio mentre il patriarca di Mosca Kirill ribadisce la necessità della divisione tra potere politico e spirituale. I difensori dei diritti umani  vedono il documento come un’ingerenza eccessiva della religione nella vita civile. 

Proposto a febbraio dall’arciprete Vsevolod Chaplin, capo del Dipartimento del Patriarcato per i rapporti tra Chiesa e società, il documento è “in continua discussione”, prima con partiti politici, poi con i gruppi giovanili e giornalisti e ora col Concilio delle associazioni pubbliche ortodosse. Su circa 14 valori presi in esame, il Dipartimento ne ha scelti tre, che saranno la “triade” su cui a suo dire dovrà basarsi la società del XXI secolo: fede, libertà e patriottismo, virtù che a detta di Chaplin sono “quelle rimaste invariabili nel paese nonostante i processi di modernizzazione”. Se i primi valori non sorprendono, il terzo è però destinato ad alimentare il coro di chi accusa il Patriarcato di Mosca di strizzare l’occhio alle politiche nazionaliste del Cremlino. Nell’ultimo mese il leader spirituale dei russo-ortodossi è tornato più volte sulla questione. In un suo recente intervento televisivo sul Primo canale, rispondendo alle domande dei telespettatori ha chiarito che è “sbagliato” quando la Chiesa diventa un potere politico e “usa il potere secolare per raggiungere i suoi scopi”. Ma per gli esperti la collaborazione Patriarcato-Cremlino è più che evidente.

Dopo l’elezione di Kirill a Patriarca, nel 2009, la Chiesa russo-ortodossa ha conquistato uno spazio di sempre maggiore rilevanza nella vita pubblica e per il Cremlino essa è diventata un’importante alleata con la quale costruire la modernizzazione per cui si sta battendo il presidente Dmitri Medvedev. Soprattutto in vista delle presidenziali del 2012, che potrebbero vederlo candidato a un secondo mandato, il capo dello Stato ha messo al top della sua agenda la modernizzazione economica e politica del Paese. Ma perché le riforme in Russia non siano sterile emulazione dei modelli occidentali, Medvedev ha pensato di legare la modernizzazione a una tradizione forte e condivisa. E qui entra in gioco il Patriarcato, perché questo è anche il progetto culturale di Kirill. Un progetto - come fa notare il professor Adriano Rocucci, professore di storia contemporanea all’Università di Roma Tre ed esperto di ortodossia - che in sé racchiude anche una valenza geopolitica: ergersi a massima autorità nello spazio ex sovietico, in grado di unificare dal punto di vista religioso e culturale lo spazio in cui il Patriarcato esercita la sua giurisdizione ecclesiastica.

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