Polemiche per la decisione di Mosca di distruggere prodotti alimentari embargati

Il Cremlino ha approvato la misura che prevede la confisca e la distruzione delle merci colpite dall’embargo sui generi agroalimentari, varato nel 2014 in risposta alle sanzioni occidentali. Insorge la società civile e le comunità religiose: diamoli in beneficenza.

di Nina Achmatova

Mosca (AsiaNews) - E’ polemica in Russia per via della decisione del governo, approvata dal Cremlino, di distruggere i prodotti agroalimentari importati nel Paese, in violazione dell’embargo varato da Mosca in risposta alle sanzioni occidentali per la crisi ucraina.

La misura è stata voluta dal ministro dell'Agricoltura, Aleksandr Tkachev, e poi approvata dal presidente Vladimir Putin, che questa settimana ha firmato un decreto, secondo il quale i prodotti banditi verranno distrutti a partire dal 6 agosto. A decidere sul sequestro e l’immediata distruzione delle merci saranno: il Servizio federale delle dogane, Rosselkhoznadzor e Rospotrebnadzor, i due enti che controllano rispettivamente la qualità dei prodotti agricoli e i diritti dei consumatori.

A quanto scritto il 3 agosto dal quotidiano Kommersant, che cita una fonte nel ministero dell’Agricoltura, i prodotti embargati entrati nella Federazione saranno distrutti anche dentro i confini russi e non solo alla frontiera. A detta del quotidiano, le autorità russe nelle prossime settimane possono avviare ispezioni nei magazzini e nelle attività commerciali su tutto il territorio federale.

La misura è stata fortemente criticata sia dalla politica che dalla società civile e dalle comunità religiose. Il quotidiano Vedomosti ha scritto che la distruzione di prodotti alimentari in un Paese che, nel corso della sua storia, ha sofferto spesso la fame e la carestia "solleva molti problemi etici". Il deputato Andrei Krutov ha proposto al governo di non distruggere le merci ma inviarle nell’est dell’Ucraina, dove è in corso il conflitto tra separatisti filorussi e forze governative. Il Consiglio per lo sviluppo della società civile e i diritti umani ha fatto notare che i prodotto alimentari potrebbero essere consegnati a orfanotrofi o case per anziani.

Dal canto suo, il presidente della Federazione delle comunità ebraiche della Russia, Aleksandr Boroda, ha proposto di dare in beneficenza a orfanotrofi e senza tetto le merci destinate alla distruzione. “Crediamo che dare i beneficenze ai bisognosi i beni sequestrati sia un modo più razionale e giusto di utilizzarli che non distruggerli”, ha dichiarato Boroda in un comunicato stampa.

Mosca ha varato le sue contro-sanzioni il 6 agosto 2014, bandendo l’importazione da Ue, Usa, Canada, Australia e Norvegia di pesce, carni, frutta, verdure e prodotti caseari. L’embargo è stato esteso quest’anno fino al 5 agosto 2016, in seguito al prolungamento delle sanzioni deciso da Ue e Usa. 

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