Si indaga sulla pista caucasica nel massacro all’aeroporto di Mosca

Per ora i morti sono 35; i feriti 168. I voli da Domodedovo sono stati cancellati, quelli in arrivo sono deviati a Sheremetevo. Si cercano due persone cecene che avrebbero aiutato il kamikaze a introdursi nella sala degli arrivi, dove la bomba ha ucciso passeggeri e visitatori. Secondo gli investigatori questo è il secondo tentativo di far saltare l’aeroporto.

Mosca (AsiaNews/Agenzie) – A diverse ore dall’attacco terroristico all’aeroporto Domodedovo di Mosca, gli investigatori sono sempre più convinti che i responsabili sono tre persone originarie del Caucaso del Nord. Uno di loro è l’attentatore suicida, del cui corpo sono stati ritrovati frammenti; gli altri due sarebbero i complici.

 

L’attacco ha provocato – almeno finora - 35 morti e oltre 168 feriti, dei quali più di 70 ricoverati in ospedale. Dalle prime ricostruzioni, la bomba, di circa 7 kg di tritolo, è scoppiata nel settore arrivi internazionali, dove i passeggeri in arrivo si mescolano con persone in attesa. Membri della sicurezza sono certi che la bomba, forse dentro una valigia, è arrivata dall’esterno, non con qualche aereo. Secondo alcuni testimoni, lo scoppio è stato così potente da far sciogliere la neve sul tetto della hall.

 

L’aeroporto di Domodedovo, 40 km a sudest della capitale, è fra i più affollati della Russia, con circa 600 voli al giorno. Tutti i voli da Domodedovo sono stati sospesi, mentre quelli che arrivano sono deviati a Sheremetevo.

 

Quello di oggi è l’attacco più violento a Mosca, da quando nel marzo scorso, sono state uccise 40 persone a uno svincolo della metropolitana durante l’ora di punta del mattino. Quell’attacco è stato rivendicato da un militante ceceno.

 

Secondo fonti dell’investigazione, quello di oggi è il secondo tentativo di terroristi ceceni nel voler colpire l’aeroporto. Essi mettono in relazione l’attentato odierno con la distruzione di una casa a sud est di Mosca lo scorso 31 dicembre. La polizia ha scoperto che lo scoppio era dovuto a un ordigno esploso durante la sua fabbricazione. Nella deflagrazione è stata uccisa una donna, probabilmente una volontaria kamikaze. Il marito è stato arrestato.

 

Il presidente Dimitri Medvedev ha ordinato l’aumento della sicurezza in aeroporti e stazioni ferroviarie e ha rimandato la sua partenza per Davos, dove si tiene il World Economic Forum.

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