‘Sulle Tue strade’: un pope in moto-maratona per mostrare la miseria della Chiesa russa nelle campagne

Padre Ioann Karabidovich, 36 anni, ha iniziato una moto-maratona di 8mila km. Partita il 16 luglio, ha già compiuto metà tragitto. P. Ioann arriverà a Mosca il 31 luglio sera, e farà il giro delle chiese abbandonate della provincia di Podmoskovje con un grande seguito di centauri della fede. In preparazione, il calendario “Sulle Tue vie - 2019”. I proventi andranno a sostegno delle famiglie indigenti e a una missione ortodossa in Pakistan.

di Vladimir Rozanskij

Mosca (AsiaNews) - Padre Ioann Karabidovich, 36 anni, sacerdote ortodosso della città di Celjabinsk sugli Urali, ha deciso di organizzare una moto-maratona di 8mila km per attirare l’attenzione sui problemi della Chiesa e dei suoi sacerdoti nelle sterminate provincie russe. Il progetto chiamato “Sulle Tue strade” porterà il “pope in moto”, come lui stesso si autodefinisce sui social media, a girare per tutta la parte europea della Russia insieme a una nutrita schiera di fedeli bikers ortodossi.

Il primo scopo dell’iniziativa è quello di visitare e mostrare al pubblico, grazie alle riprese televisive del gruppo, lo stato di desolazione di tante chiese di campagna e di paese, distrutte o profanate dai comunisti nei decenni sovietici, e mai restaurate o neppure restituite ai fedeli. Padre Ioann intende anche raccontare e documentare la vita delle parrocchie ortodosse della “Russia profonda”, così diversa e problematica di fronte a quella dei confratelli nelle grandi città.

Il moto-calendario

Senza avvalersi di sponsor, con i suoi soli mezzi e quelli degli amici solidali, e tra lo scetticismo delle gerarchie patriarcali, il prete-biker ha intenzione di montare un documentario sui “santuari perduti” da diffondere il più possibile nel Paese.

La partenza della maratona a due ruote motorizzate è avvenuta a Celjabinsk lo scorso 16 luglio, e ha già superato metà del percorso toccando le zone meridionali di Celjabinsk, Voronezh, Sebastopoli, Sinferopoli e Belgorod, dirigendosi in questi giorni verso la capitale. A Mosca p. Ioann arriverà il 31 luglio sera, e farà il giro delle chiese abbandonate della provincia di Podmoskovje con un grande seguito di centauri della fede e la macchina della famiglia di cineoperatori.

Le immagini verranno anche utilizzate per la pubblicazione di un moto-calendario “Sulle Tue vie - 2019”, che segue la pubblicazione analoga di un fortunato calendario per l’anno in corso. I guadagni del calendario sono destinati al sostegno delle famiglie indigenti, in particolare di quelle dei sacerdoti poveri. Una parte verrà devoluta a una missione ortodossa russa in Pakistan.

La missione su Honda Gold Wind GL 1500 SE

P. Ioann è appassionato di moto fin dall’adolescenza, vissuta in Kazachstan. La vocazione religiosa non l’ha affievolita. Con la sua Honda Gold Wind GL 1500 SE gira per le campagne visitando i parrocchiani più isolati, spesso irraggiungibili con l’auto. Sul paraurti anteriore è raffigurato un teschio, per ricordare la brevità della vita, che secondo p. Ioann i buoni cristiani non devono mai dimenticare.

I bikersi si recano da tutta la Russia a farsi benedire la moto dal prete centauro nella sua parrocchia di S. Aleksandr Nevskij, chiamandolo col nome in codice “Il Pastore”. A lui si rivolgono anche per consigli e ammaestramenti spirituali, e non sono rare le “confessioni sulle due ruote”. Quando usa la macchina, e se riesce anche in moto, p. Ioann tiene delle video-catechesi molto seguite sui social media.

Le fatiche del prete sposato

Come da tradizione ortodossa, il sacerdote di Celjabinsk ha la sua famiglia, composta dalla moglie Tatjana e dalle tre figlie Elena, Marta e Sofia (v. foto 3). Le figlie praticano vari sport e amano la musica, e i genitori non le obbligano a recarsi in chiesa. Anche in questo p. Ioann si distingue per il suo anticonformismo: soprattutto in campagna, i membri delle famiglie clericali ortodosse sono tutti “precettati” al servizio liturgico del canto, della lettura dei salmi e delle pulizie della chiesa. Sono proprio queste le condizioni su cui il pope in moto vuole richiamare l’attenzione, affinché la vita delle famiglie sacerdotali non si riduca a quella di una “casta chiusa”, spesso dimenticata dalle alte gerarchie, dove i figli sono costretti a loro volta a diventare preti o mogli di preti per proseguire “l’attività di famiglia” con grandi difficoltà a sbarcare il lunario.

Nella Chiesa Ortodossa il clero “bianco” o diocesano è obbligatoriamente uxorato, mentre il “clero nero”, formato dai monaci, è l’unico che può accedere alle cariche episcopali e di governo della Chiesa. Sono frequenti le incomprensioni tra i parroci sposati e i vescovi monaci, poco sensibili alle esigenze pratiche dei loro sottoposti.

Spesso i preti di parrocchia sono costretti a cercarsi un secondo lavoro, che in campagna è quasi sempre agricolo. P. Ioann esce invece dalla routine grazie alla passione motoristica, permessa ma poco tollerata dalla curia metropolitana di Celjabinsk. La città dove egli ha la parrocchia supera i due milioni di abitanti, e il pope in moto scappa volentieri anche solo per ricrearsi spiritualmente in zone più aperte, imitando la famosa trojka a cavallo delle Anime Morte di Gogol, lanciata alla ricerca dell’anima russa nelle profondità senza fine dei suoi campi e delle sue foreste.

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