Dall’India in Bangladesh: 1.300 Rohingya temono il rimpatrio in Myanmar

I profughi sono originari del lontano Kashmir indiano. Per raggiungere il sud-est del Bangladesh, i rifugiati attraversano gli Stati indiani di Assam, Tripura o West Bengal. Lo scorso 3 gennaio, New Delhi ha arrestato e rimpatriato cinque Rohingya.

di Paolo Fossati

Dhaka (AsiaNews/Agenzie) – Dallo scorso dicembre, sono 1.300 i profughi Rohingya fuggiti in Bangladesh dall’India, per timore di essere rimpatriati in Myanmar. Nelle ultime settimane, il numero di arrivi è aumentato in modo vertiginoso, in seguito al un giro di vite sull'immigrazione attuato dal governo nazionalista indù di New Delhi. Lo afferma Mohammad Abul Kalam, commissario bangladeshi per il Soccorso e la riabilitazione dei rifugiati.

“I Rohingya hanno cominciato ad arrivare nel maggio 2018 – afferma il funzionario – e ora ono stati ospitati in un centro per profughi in transito a Ukhia, nel distretto sud-orientale di Cox's Bazar, sotto la supervisione dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr)”.

“Sono entrati in Bangladesh attraverso diversi punti del poroso confine e sono in possesso di carte d'identità fornite dall'Unhcr in India”, dichiara Kalam. I documenti sono stati rilasciati per motivi umanitari a quanti in passato erano fuggiti dalle violenze settarie nello Stato birmano di Rakhine.

Operatori umanitari e alcuni dei nuovi arrivati raccontano che i profughi, originari del lontano Kashmir indiano, affrontano il lungo viaggio perché temono la sorte toccata ai cinque Rohingya arrestati ed estradati da New Delhi lo scorso 3 gennaio. Per raggiungere il sud-est del Bangladesh, i rifugiati attraversano gli Stati indiani di Assam, Tripura o West Bengal.

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