L'augurio di mons. Howlader nella festa dell'Eid: ‘relazioni più forti’ fra cristiani e musulmani

Il messaggio di auguri del presidente della Commissione episcopale per l’unità dei cristiani e il dialogo interreligioso per la festa di fine Ramadan. Il compito comune di “promuovere la fraternità sociale e la pace nel mondo”. Alle celebrazioni per l’Eid si sommano gli eventi per il Capodanno bengalese in programma il 14 aprile.

di Sumon Corraya

Dhaka (AsiaNews)  - “Esprimiamo i più cari auguri ai nostri fratelli e sorelle musulmani per la festa di Eid al-Fitr”, perché possano “aiutare a costruire relazioni sempre più forti fra cristiani e musulmani”. Con queste parole mons. Lawrence S. Howlader, arcivescovo di Chattogram (seconda città del Bangladesh nel sud-est del Paese), si rivolge ai fedeli dell’islam in occasione della festa che segna la fine del Ramadan - il mese sacro di digiuno e preghiera - che si celebra domani. Il prelato, che è anche presidente della Commissione episcopale per l’unità dei cristiani e il dialogo interreligioso (Ec-Cuird) vuole sottolineare un passaggio in particolare: “La coesistenza pacifica sotto la disciplina della fede”. 

Il Bangladesh ha molti credi, colori e culture e i suoi abitanti vivono in generale in un clima di armonia religiosa anche se non mancano episodi di violenze a sfondo confessionale. “Ogni religione ha feste secondo la disciplina della fede. I fratelli e le sorelle musulmani celebrano l’Eid - sottolinea mons. Howlader nel suo messaggio - dopo aver completato il digiuno di un mese. In questo momento, noi cristiani esprimiamo unità con i musulmani” in un momento di festa. 

Il messaggio, pubblicato sul quotidiano nazionale cattolico in lingua locale, prosegue ricordando come “nel mondo attuale, lo sforzo per stabilire la fraternità e la pace è assai urgente”. Lo stesso papa pontefice, avverte, ha ripreso i valori della “fraternità sociale e pace nel mondo nella sua enciclica ‘Fratelli tutti’. Per stabilire la pace e la fraternità, papa Francesco ha detto - ricorda l’arcivescovo. - che il dialogo interreligioso è un obbligo”. 

Mons. Howlader ha poi ribadito che ogni religione insegna la coesistenza pacifica e ogni fede ha un insegnamento ispirato alla pace e all’armonia e che le ricorrenze di ciascun culto vanno “celebrate in uno stato d’animo pacifico. Credo che i fratelli e sorelle musulmani otterranno le benedizioni del Creatore attraverso l’auto-purificazione nel mese di Ramadan. In questo mese digiunano, pregano e fanno donazioni, e per questo - sottolinea il prelato - ottengono le benedizioni di Dio”. “Preghiamo in questo modo - conclude l’arcivescovo - per stabilire pace e armonia invece di conflitti e invidie. Da parte dell’intera comunità cristiana, vi auguro amore sincero e saluti in questo Eid”.

Nel suo ruolo di presidente della Ec-Cuird, il prelato svolge un ruolo tanto delicato ed essenziale in una prospettiva di dialogo, armonia e incontro fra fedi. La commissione ha il compito, fra gli altri, di promuovere una migliore comprensione tra i membri di diverse religioni; studiare e comprendere i valori spirituali delle altre religioni; condividere i nostri valori con gli altri; pubblicare letteratura utile per la comprensione reciproca, citata dai documenti ufficiali. 

Per il Paese, intanto, sono giorni di festeggiamenti e di vacanza perché, alle celebrazioni per l’Eid, si aggiungono quelle previste fino al 14 aprile, giorno in cui ricorre il Capodanno bengalese. E come a Natale fedeli di altre religioni si uniscono ai cristiani, per la festa che segna la fine del Ramadan cristiani, indù e buddisti si uniscono ai musulmani all’insegna dell’armonia confessionale perché, come recita uno slogan famoso nel Paese: “La religione è per i singoli individui, mentre le festività sono per tutti”.

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