Messaggio Pasquale dell'arcivescovo di Dhaka

Appello alla pace di mons. Patrick D’Rozario alla comunità cattolica di Dhaka. “La situazione politica attuale, la violenza continua e l’estremismo, ci mostrano la morte come una realtà spietata”. Il dolore di Cristo e le sofferenze della gente del Bangladesh.

di Sumon Francis Gomes

Dhaka (AsiaNews) - "La resurrezione di Cristo è molto importante per l'anno 2013, soprattutto per il modo in cui stiamo facendo esperienza della morte in questi tempi. La situazione politica attuale, la violenza continua e l'estremismo, ci mostrano la morte come una realtà spietata".

Questo è il messaggio pasquale trasmesso ai cattolici del Bangladesh da mons. Patrick D'Rozario, CSC, arcivescovo di Dhaka. Il prelato paragona le sofferenze della gente, specialmente "delle minoranze", alla morte di Cristo torturato e crocefisso, e la cui morte in croce è "Nuova vita e resurrezione".

L'arcivescovo descrive in parallelo le sofferenze di Cristo e quelle della gente del Bangladesh.

Il prelato di Dhaka osserva che per gli uomini, nascita, morte e resurrezione rappresentano i tre più grandi misteri; e ricorda che i cristiani credono che Gesù è nato, morto e risorto; e che proprio questi misteri si festeggiano come rito a Pasqua.

"Cristo è morto, ma non di morte comune. È stato ucciso perché ha detto 'Io sono il Vero, la Via, la Vita'. Ma il genere umano ha scelto una vita piena di falsità, di immoralità e violenza. Attraverso il digiuno e la meditazione, non soltanto durante la Pasqua ma lungo tutta una vita - aggiunge l'arcivescovo - noi possiamo sconfiggere la tendenza all'autodistruzione e purificare noi stessi per ricevere la grazia della resurrezione".

"Anche se Cristo è stato ucciso,  ha sconfitto la morte ed ha portato nel mondo  nuova vita. La morte non è l'ultima parola o il destino per i fedeli. L'annuncio del Cristo risorto - ribadisce l'arcivescovo Patrick - è stata il simbolo della Nuova Vita per i cristiani del passato, e la fede nella resurrezione deve essere nel presente uno stimolo alla vita e alla missione: poiché il fedele crede nella resurrezione, nella nuova vita, in nuovo spirito e nella rinascita". Il messaggio pasquale sottolinea anche che "i fedeli che credono in Cristo non possono sopprimere la vita".

Infine, l'arcivescovo aggiunge che i fedeli e la nazione rifiutano ogni forma di morte e distruzione. Al contrario, "vogliamo la resurrezione, la vittoria sulla morte e infine la rinascita con Cristo. Preghiamo affinché Cristo risorto porti la pace e una nuova vita tra gli uomini".

 

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