Bangladesh, il popolo festeggia il Nuovo anno bengalese
Processioni, fanfare, fiere e spettacoli hanno segnato l’inizio dell’anno 1420, secondo il calendario bengalese, malgrado continuino gli scioperi e le violenze sostenuti dal partito islamico.
Processioni, fanfare, fiere e spettacoli hanno segnato l’inizio dell’anno 1420, secondo il calendario bengalese, malgrado continuino gli scioperi e le violenze sostenuti dal partito islamico.
Gli attivisti rischiano fino a 10 anni di carcere e una multa di 10 milioni di taka (100mila euro). Proteste del movimento laico Shahbag: “È una violazione alla libertà di parola e un insulto per la democrazia”. Nel Paese non esiste (ancora) una legge sulla blasfemia.
Appello alla pace di mons. Patrick D’Rozario alla comunità cattolica di Dhaka. “La situazione politica attuale, la violenza continua e l’estremismo, ci mostrano la morte come una realtà spietata”. Il dolore di Cristo e le sofferenze della gente del Bangladesh.
Il giovane, 31 anni, riceverà il battesimo durante la veglia pasquale e diventerà cattolico. Di famiglia islamica, conosce il cristianesimo grazie alla sua futura moglie. “Prego il Signore affinché tutti i cristiani in Bangladesh possano vivere in pace e armonia con gli altri”.
Nella speranza che visiti presto il Bangladesh, alcuni cattolici pregano per papa Francesco. Il suo stile di vita “semplice e di amore e rispetto verso gli altri” è un segno importante. Ogni sua parola o gesto “innalza i nostri spiriti, spingendoci a vivere come Gesù”.
Il 19mo capo di Stato si è spento dopo una lunga malattia all’età di 84 anni. Uomo “al di sopra di ogni partito e opinione”, ha partecipato ai momenti cruciali della storia recente del Bangladesh: dall’indipendenza nel 1971 al governo d’emergenza nel 2007, per traghettare il Paese verso elezioni trasparenti e democratiche.
Le violenze seguono il verdetto contro un leader del partito islamico, condannato a morte per crimini di guerra. Case bruciate e templi distrutti in diverse zone del Paese.
A un raduno persone di ogni origine ed estrazione sociale hanno letto insieme citazioni dai libri sacri di islam, cristianesimo, induismo e buddismo. Intanto, non si fermano le violenze dei sostenitori del Jamaat-e-Islami, che accusano i manifestanti pacifici di blasfemia.
Centinaia di migliaia di persone a Dhaka chiedono la pena di morte per i membri del partito islamico responsabili di massacri, torture e stupri durante la guerra d’indipendenza (1971). Intanto, anche i sostenitori del Jamaat-e-Islami mettono a ferro e fuoco la città.
Benedetto XVI è "un esempio per tutti". Dopo la notizia delle sue dimissioni c’è stupore tra la comunità, ma anche momenti di intensa preghiera. Arcivescovo di Dhaka: “Dio ci guida per superare ogni difficoltà”.
Gli studenti (di qualunque religione) diplomati in istituti missionari cattolici hanno voti più alti dei loro colleghi. Mons. Costa, arcivescovo emerito di Dhaka: “Solo con una salda educazione, fondata su valori cristiani, questo Paese può crescere e migliorare”.
La congregazione fondata da suor Euphrasie Barbier ha orfanotrofi, scuole, ostelli femminili e sanatori in sette distretti del Paese. Arcivescovo di Dhaka: “Donne istruite sono un beneficio per l’intera società”.
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