Piogge e frane: oltre 90 morti in Bangladesh

L’inizio del monsone colpisce in modo violento il Paese. A Chittagong la situazione più grave: il fango seppellisce le baraccopoli dei poveri; chiusi porto, aeroporto, scuole e negozi. Migliaia i senza tetto.

di Nozrul Islam

Dhaka (AsiaNews) –  Sono arrivate a 91 le vittime accertate delle forti piogge monsoniche e degli smottamenti di fango che da tre giorni flagellano il Bangladesh. Si parla di centinaia di feriti e oltre 55mila senza tetto. Il bilancio è solo provvisorio e le autorità temono sia destinato a salire. Fonti non ufficiali sostengono che i morti abbiano già superato i 100.

La situazione più grave si registra nella città portuale di Chittagong, sud-est del Paese, completamente seppellita dal fango e dove sono decedute almeno 55 persone. Il Daily Star nazionale titola stamattina: “Mura di fango trasformano Chittagong in una città di morte”. La stampa locale parla di colline che franano sulle baracche dei poveri, porto e aeroporto chiusi, niente energia elettrica, esami scolastici di fine anno rimandati.

Sul  posto sono al lavoro vigili del fuoco, militari, polizia e volontari, che anche stanotte hanno continuato a scavare nel fango nel tentativo di recuperare i corpi intrappolati tra detriti e fango. I soccorsi, però, hanno difficoltà ad arrivare perché‚ molte strade sono allagate o franate. “Sono le piogge e le frane peggiori che abbiamo mai visto a Chittagong” dice il capo dei vigili del fuoco Rashedul Islam.

Il generale Matin, in rappresentanza del capo del governo provvisorio Fakhruddin Ahmed, dovrebbe visitare le zone colpite dal disastro e incontrare le famiglie delle vittime. Atteso anche un incontro con la task force istituita per affrontare l’emergenza.

I meteorologi riferiscono che le piogge, inizio della stagione monsonica, hanno paralizzato gran parte del Bangladesh e continueranno ancora incessantemente nei prossimi giorni. Il Bangladesh sperimenta simili disastri naturali ogni anno. Tra luglio e settembre 2004 sono morte più di mille persone e in milioni sono rimasti senza casa per le alluvioni. Secondo dati ufficiali l'acqua aveva inondato i due terzi del Paese e distrutto coltivazioni e infrastrutture con danni superiori a due miliardi di dollari.

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