Chhattisgarh: nuove minacce di espulsione dei cristiani nei villaggi

Nelle ultime settimane nel distretto di Narayanpur una serie di iniziative hanno preso di mira le famiglie cristiane con l'intento di reimporre loro la partecipazione ai rituali religiosi tribali. L'arcivescovo di Raipur ad AsiaNews: "Azioni finanziate da chi ha un'agenda politica egoista. Preghiamo perché Dio apra i loro cuori".

di Nirmala Carvalho

Raipur (AsiaNews) - Nel distretto di Narayanpur, nel Chhattisgarh, sono state segnalate forti tensioni in un villaggio dove due famiglie cristiane sarebbero state invitate dalle altre ad andarsene, nel contesto di un disaccordo sulla partecipazione alle consuetudini tradizionali. La polizia ha dispiegato personale aggiuntivo nel villaggio di Khadka per prevenire qualsiasi escalation, dopo che gli abitanti del villaggio avrebbero rimosso dalle loro case gli effetti personali delle due famiglie composte da sette adulti e tre bambini.

Secondo i residenti, membri della comunità tribale hanno chiesto alle famiglie di contribuire alle attività del villaggio come gli altri residenti e di partecipare ai rituali religiosi tribali e al culto delle divinità tradizionali. “In una riunione del villaggio è stata presa la decisione di espellere le 15 famiglie per non aver seguito i rituali nonostante fosse stato chiesto loro di farlo - ha dichiarato un rappresentante -. È un insulto alle nostre divinità”.

Il disaccordo è degenerato dopo che gli abitanti del villaggio avrebbero chiesto alle due famiglie, composte da sette adulti e tre bambini, di lasciare il villaggio e ne avrebbero rimosso i beni dalle abitazioni. Cedendo alle pressioni martedì 30 giugno, un padre e un figlio hanno riabbracciato la fede tribale. Il rito di rientro è stato celebrato secondo le consuetudini tribali indigene, segnando il loro ritorno formale.

Pochi giorni prima, il 23 giugno, a Bharanda - un altro villaggio dello stesso distretto - anche altre 26 famiglie tribali convertite al cristianesimo avevano affermato che era stato loro detto di rinunciare alla fede cristiana oppure di lasciare il villaggio. Hanno dichiarato che era stato impedito loro di tornare nelle proprie case e che avevano subito un boicottaggio sociale. Secondo le famiglie si tratterebbe del culmine di una serie di controversie che il villaggio ha vissuto nell'ultimo mese. Il 9 giugno, un pastore e sua moglie, giunti nel villaggio, erano stati denunciati dalla polizia per “aver ferito i sentimenti religiosi” a seguito di accuse di conversione religiosa. Il 21 giugno, un'altra controversia dello stesso tipo aveva costretto una famiglia a fuggire nella foresta, rendendo necessario l'intervento della polizia.

Mons. Victor Henry Thakur, arcivescovo di Raipur e presidente del Consiglio dei vescovi cattolici del Chhattisgarh, ha dichiarato ad AsiaNews su questo vicende: “Chi non comprende la dignità umana e i diritti umani, nella sua ignoranza considera la conversione solo nei termini delle manovre politiche che essi stessi mettono in atto. Spero che un giorno si rendano conto delle atrocità che commettono accusando di conversione in ogni circostanza. Come tutti noi sappiamo bene, si tratta di un'agenda politica egoistica di coloro che finanziano e sostengono gli attacchi contro cristiani innocenti e dediti alla preghiera, in particolare nel Chhattisgarh. Che Dio li benedica e apra i loro cuori e i loro occhi alla verità”.

 

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