Maharashtra, diritti alle donne che coltivano senza possedere la terra

Con l’approvazione del Women Farmers’ Empowerment Bill, il Maharashtra ha introdotto una normativa che garantiesce pari accesso ai sostegni economici e ai servizi pubblici per milioni di lavoratrici. Finora ne erano rimaste escluse perché non possedevano i terreni ed erano considerate braccianti.

di Maria Casadei

Mumbai (AsiaNews) - Il 2 luglio l’Assemblea legislativa del Maharashtra ha approvato il Women Farmers’ Empowerment Bill, che mira a dare alle donne agricoltrici un riconoscimento legale indipendente e una piattaforma digitale per un facile accesso a prestiti e sovvenzioni.

Il Maharashtra è il primo Stato indiano ad approvare una legislazione di questo tipo, che riconosce alle donne impegnate nel settore agricolo il diritto di accedere ai programmi di sostentamento statali, anche in assenza della proprietà della terra. La misura non riguarda solo l’agricoltura in senso stretto, ma anche attività come la pesca, l’allevamento di bestiame, l’avicoltura e la raccolta di prodotti forestali. “Ciò porterà un cambiamento trasformativo nella vita di centinaia di migliaia di donne agricoltrici in Maharashtra. L'agricoltura non è soltanto una fonte di sostentamento, ma un simbolo di duro lavoro, cultura e tradizione. Pur lavorando fianco a fianco con gli agricoltori uomini in ogni fase della coltivazione, le donne non sono mai state ufficialmente riconosciute come agricoltrici. Il disegno di legge mira a porre rimedio a questa ingiustizia storica”, ha dichiarato la vice capa ministra Sunetra Pawar. Approvato all’unanimità, il disegno di legge ha ricevuto il sostegno di tutti i partiti politici, che hanno sottolineato come questa riforma, oltre a riconoscere i diritti alle donne, rafforzerà anche il settore agricolo, pilastro fondamentale dell’economia statale.

La legge prevede il rilascio di un certificato che, come una sorta di documento di identità, permetterà alle donne di accedere a diritti, benefici, sussidi e servizi pubblici, nonché ai sistemi di finanziamento e di supporto alle attività agricole. Il valore del Women Farmers’ Empowerment Bill non risiede soltanto nel riconoscimento legale dei diritti individuali delle donne, ma anche nell’istituzione di una vera e propria struttura di supporto e coordinamento, che gestirà le richieste di sussidi e fornirà assistenza. Il provvedimento prevede inoltre la creazione di un fondo ad hoc, il Maharashtra State Women Farmers Fund, composto da tre organi istituzionali: un Consiglio, di cui faranno parte diversi membri del governo, tra cui il primo ministro e il ministro dell’Agricoltura, i comitati statali di monitoraggio e una cellula dedicata all’empowerment delle donne agricoltrici.

Il governo ha dichiarato che lo scopo di questo disegno di legge è eliminare l’ingiustizia a cui le donne sono storicamente soggette. Sebbene le politiche agricole e i programmi di sostentamento in India siano neutrali rispetto al genere, per accedere a questi servizi uno dei prerequisiti essenziali è sempre stato il possesso di terreni agricoli. In Maharashtra circa l’80% del lavoro legato all’agricoltura è svolto dalle donne, ma solo una piccola percentuale possiede terreni. Le donne che coltivavano terreni familiari o comunitari senza detenerne formalmente la proprietà erano spesso considerate braccianti agricole piuttosto che agricoltrici. Di fatto, questo prerequisito si è tradotto in una forma di esclusione, nel mancato riconoscimento delle donne agricoltrici e del loro lavoro nel settore e, soprattutto, in una discriminazione sistematica nell’accesso ai programmi di aiuto, ai sussidi e ai benefici statali.

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