Manipur: gravi scontri tra gruppi etnici, in fiamme anche 15 chiese

I Meitei - che sono maggioranza - citando l'immigrazione dal Myanmar e dal Bangladesh, chiedono di poter accedere ai benefici riservati ai gruppi svantaggiati. Le tribù delle colline hanno risposto con una manifestazione di protesta sfociata in gravi scontri. Voci non confermate di vittime; il governo locale ha imposto il coprifuoco e blocato internet. Il vescovo di Miao ad AsiaNews: "I tribali, in gran parte cristiani, temono di vedersi spogliati delle proprie terre".

di Nirmala Carvalho

Imphal (AsiaNews) – Pesanti disordini sono scoppiati nelle ultime ore nello Stato nord-orientale di Manipur: una manifestazione nel distretto di Churachandpur ha fatto da miccia alle tensioni tra la comunità etnica dei Meitei (in maggioranza indù e musulmani) che abitano nelle pianure e i gruppi tribali Naga e Kuki/Zo (in gran parte cristiani) che hanno i loro villaggi sulle colline. Oggetto del contendere la richiesta avanzata dai Meitei - che sono numericamente oltre il 50% della popolazione - di essere include nelle categorie delle Scheduled Tribes, i gruppi svantaggiati a cui la legge indiana garantisce alcuni benefici nelle quote degli impieghi pubblici, nella rappresentanza politica e nei diritti sulle terre. L’Alta Corte di Manipur il 19 aprile scorso ha invitato il governo locale ad accogliere l’istanza, suscitando il malcontento degli altri gruppi. Di qui la manifestazione promossa dall'All Tribal Student Union Manipur nell'area di Torbung, nel distretto di Churachandpur, a cui hanno aderito migliaia di rappresentanti dei gruppi non Meitei.

Lo scoppio di alcuni scontri ha portato al dilagare delle violenze in tutta la valle di Imphal: si parla di vittime, ma la circostanza non è ancora stata confermata dalle autorità. Tra i luoghi presi di mira anche le chiese: ben 15 sono state attaccate nella zona nelle ultime ore. Il vescovo cattolico di Miao, mons. George Pallipparambil, ha dichiarato ad AsiaNews: "Questa è una lotta tra i tribali, che sono al 90% cristiani, e i Meitei, che sono al 90% indù e musulmani. I Meitei vogliono essere inclusi nella categoria delle Scheduled Tribes che consentirebbe loro di ottenere tutti i benefici, compresa la terra. I tribali vivono in zone collinari e ci sono molte chiese di diverse confessioni che punteggiano la regione: per questo le chiese sono coinvolta in questa situazione e vengono incendiate”.

Nel clima di forte tensione anche cinque gesuiti che viaggiavano su una jeep insieme a uno studente sono stati bloccati da una folla mentre rientravano nella loro casa a Moirang. Un gruppo di persone - visibilmente ubriaco - ha dato alle fiamme la vettura, mentre i religiosi fuggivano nei campi. Ma altri, resisi conto di aver attaccato un gruppo di sacerdoti, si sono scusati e li hanno portati in una casa vicina. Nel trambusto uno dei gesuiti, p. Stephen Naulak, ha comunque riportato ferite alla fronte ed è stato portato in ospedale.
Per porre un argine alle violenze il governo locale ha imposto il coprifuoco nella maggior parte dei 16 distretti fino a nuovi ordini e ha sospeso i servizi mobili della rete internet per cinque giorni.

Lo Scheduled Tribe Demand Committee Manipur (STDCM), che sta guidando il movimento per l'inclusione dei Meitei nella categoria delle Scheduled Tribes, ha dichiarato che la richiesta non è stata avanzata solo per la riserva di posti di lavoro, istituzioni educative e sgravi fiscali, ma “più che altro per proteggere la nostra terra ancestrale, la nostra cultura e la nostra identità”, che a loro avviso sarebbe “minacciata dall'immigrazione illegale dal Myanmar, dal Bangladesh e da persone provenienti da fuori dallo Stato”. Gli altri gruppi però accusano i Meitei di prendere questa situazione come pretesto per spogliare le tribù delle colline dalle loro terre secolari.

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