‘È una spia dei cinesi’: Mosca incrimina lo scienziato Valery Mitko per alto tradimento

Mosca e Pechino, tra collaborazione e competizione. L’accademico russo, esperto di Artico, è agli arresti domiciliari da febbraio. È accusato di aver passato informazioni sul rilevamento dei sottomarini del suo Paese. Andrey Kortunov: “I due Paesi tengono troppo al loro partenariato”.

di Emanuele Scimia

Mosca (AsiaNews) – Le autorità giudiziarie russe processeranno lo scienziato Valery Mitko con l’accusa di aver passato segreti di Stato alla Cina. La notizia è stata data ieri dal suo avvocato, Ivan Pavlov. Mitko, presidente dell’Accademia artica delle scienze di San Pietroburgo, è agli arresti domiciliari da febbraio; ora rischia fino a 20 anni di carcere per altro tradimento.

Per i Servizi segreti interni, nel 2018 il 78enne accademico ha condiviso con l’intelligence cinese informazioni sul rilevamento dei sottomarini russi: accuse che Mitko respinge. Pavlov sostiene che il suo assistito si reca due volte all’anno in Cina per delle conferenze dove presenta documenti e informazioni di pubblico dominio.

Negli ultimi anni, diversi scienziati russi sono finiti sotto indagine per presunti contatti con governi stranieri, incluso quello cinese. Secondo molti osservatori, il processo a Mitko fa emergere la preoccupazione russa per l’ascesa mondiale della Cina, con cui il Cremlino ha rafforzato i legami in chiave anti-Usa.

L’Artico, di cui Mitko è un noto esperto, è uno degli ambiti dove la collaborazione sino-russa può trasformarsi in competizione. Lo scioglimento dei ghiacci provocato dal riscaldamento globale favorisce la navigazione attraverso il Mar Glaciale Artico, visto come una nuova – e più breve – rotta per collegare Europe e Asia. Cinesi e russi puntano anche a sfruttare le enormi risorse energetiche della regione. Mosca ha bisogno degli investimenti del gigante asiatico per sviluppare porti e infrastrutture artiche, ma teme che Pechino possa minacciare la sua leadership nell’area, cosa che già accade in Asia centrale.

Alcuni analisti fanno notare però che la “quasi-alleanza” tra Cina e Russia non è stata scalfita neanche dalle ricadute della crisi pandemica, che ha avuto il suo epicentro nella provincia cinese dell’Hubei e ha causato qualche attrito tra i due governi. “Il partenariato strategico è troppo importante per le due parti o, almeno, per i loro due leader [Xi Jinping e Vladimir Putin]”, spiega ad AsiaNews Andrey Kortunov, direttore generale del  Russian International Affairs Council.

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