Felicitazioni da Pechino, ma niente notizie sui siti cattolici ufficiali

Come per la morte di papa Francesco gli organismi ecclesiali controllati dal Partito comunista cinese pubblicamente non possono andare oltre i rapporti diplomatici, a differenza della gioia delle loro comunità per il nuovo pastore. Il nodo dei due vescovi già eletti nelle scorse settimane, primo test per Prevost sull’Accordo. Il presidente Lai da Taiwan: insieme per promuovere pace e giustizia.

Milano (AsiaNews) - Stesso schema di qualche giorno fa. Come era accaduto per la morte di papa Francesco lo scorso 21 aprile, anche per l’elezione di Leone XIV al soglio di Pietro dalle comunità cattoliche cinesi sono arrivate due reazioni parallele. Da una parte quella ufficiale, questa volta più tempestiva rispetto a tre settimane fa: essendo l’elezione di papa Prevost avvenuta quando in Cina era notte, l’agenzia Xinhua già di prima mattina ha dato notizia del fatto che l’Associazione patriottica e il Consiglio dei vescovi cinesi - i due organismi ufficiali controllati dal Partito - “si sono congratulati” con Leone XIV “per la sua elezione a papa” presumibilmente con un messaggio il cui contenuto non è stato però reso noto.

Più tardi, poi, nella consueta conferenza stampa quotidiana - oggi dominata ovviamente dalla presenza di Xi Jinping a Mosca per le celebrazioni in occasione degli 80 anni dalla Vittoria nella Seconda guerra mondiale – il portavoce del ministero degli Esteri ha risposto a una domanda di un giornalista dell’agenzia Ap sull’elezione del papa. “Ci congratuliamo con il cardinale Robert Prevost per la sua elezione - ha detto -. Ci auguriamo che sotto la guida del nuovo papa, il Vaticano continui a dialogare con la Cina con spirito costruttivo, a comunicare in modo approfondito su questioni internazionali di reciproco interesse, a promuovere congiuntamente il continuo miglioramento delle relazioni Cina-Vaticano e a contribuire alla pace, alla stabilità, allo sviluppo e alla prosperità del mondo”.

Reazioni pubbliche, dunque, ancora una volta confinate alla sfera delle relazioni tra Stati. Nessuna notizia, invece, almeno per ora neanche del messaggio di felicitazioni né sul sito internet dell’Associazione patriottica, né sui siti o sui profili ufficiali WeChat delle diocesi. Un atteggiamento che fa temere che – probabilmente – come non hanno potuto partecipare ai funerali di Francesco, i vescovi della Repubblica popolare cinese non potranno essere presenti neppure alla Messa di inizio pontificato di Leone XIV domenica 18 maggio.

Ben diverso, invece, il quadro nelle reazioni spontanee dei cattolici cinesi e dei loro sacerdoti: esattamente come era successo per la morte di Bergoglio anche per l’elezione di Prevost molti hanno espresso pubblicamente la propria gioia. E in molte chiese oggi si è già cominciato a citare il nome del nuovo pontefice nel canone della Messa. Anche Xinde - il sito cattolico che non essendo un organo ufficiale può godere di maggior libertà di movimento - ha seguito costantemente il conclave e oggi sta facendo conoscere chi sia Robert Prevost. E significativamente dedica un articolo anche alla devozione verso la Madonna di Guadalupe, patrona delle Americhe.

Sullo sfondo resta il nodo dei due nuovi vescovi, fatti eleggere proprio in queste settimane di sede vacante – p. Wu Jianlin designato come vescovo ausiliare di Shanghai e p. Li Jianlin indicato come vescovo per la diocesi di  Xinxiang, nella provincia dell’Henan. Come spiegavamo già la scorsa settimana, questi due nomi rappresenteranno fin dai primi mesi del pontificato un banco di prova per l’Accordo tra Pechino e Roma sulle nomine dei vescovi, rinnovato per la terza volta nello scorso mese di ottobre.

Da Taiwan, invece, è stato il presidente Lai Ching-te a inviare le le sue congratulazioni al pontefice appena eletto, affermando che Taipei si augura di fare forza sui legami esistenti con la Santa Sede per promuovere la pace e la giustizia. Il Vaticano è uno dei soli 12 Paesi a mantenere legami diplomatici formali con Taiwan, anche se Lai – presumibilmente per evitare tensioni con Pechino - non ha partecipato ai funerali di papa Francesco, inviando al suo posto l'ex vicepresidente, il cattolico Chen Chien-jen.

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