Pechino firma l'accordo per il corridoio ferroviario che Mosca non voleva

Memorandum con Bishkek e Tashkent per il collegamento tra Kashgar e Andijon che accorcerà il tragitto terrestre delle merci cinesi verso l'Europa e il Golfo Persico, tagliando fuori la Russia. Il presidente Xi Jinping: "Una dimostrazione di determinazione” sulla Belt and Road Initiative.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - Cina, Kirghizistan e Uzbekistan hanno firmato ufficialmente a Pechino un accordo per la realizzazione di un corridoio ferroviario chiave del progetto della Belt on Road Inititive. Si tratta di un’opera che dovrebbe estendersi per 525 chilometri dalla città cinese di Kashgar, nello Xinjiang, attraversando il Kirghizistan sudoccidentale per raggiungere Andijon, nell'Uzbekistan orientale.

Di questo progetto - che si stima avrà un costo di 8 miliardi di dollari - si parla fin dagli anni Novanta ed è strategico per Pechino perché permetterebbe di accorciare sensibilmente il tragitto terrestre delle merci dalla Cina verso l’Europa e il Golfo Persico. Già nel 1997 i tre Paesi avevano firmato un memorandum su questa linea ferroviaria, ma si era poi arenata di fronte a questioni tecniche e (ancora di più) geopolitiche. La Russia, che considera l'Asia centrale come il proprio cortile di casa, non era affatto entusiasta del progetto che l’avrebbe tagliata fuori dal gioco. Con la guerra in Ucraina i rapporti di forza con la Cina, però, sono cambiati: ora che, a causa delle sanzioni imposte dall’Occidente, Mosca dipende sempre più dalla Cina per gli scambi commerciali, anche il Cremlino ha dato il suo assenso.

In occasione della firma - avvenuta a Pechino con i tre presidenti collegati in videoconferenza - Xi Jinping ha salutato l’accordo definendolo come “una dimostrazione di determinazione”. “La ferrovia Cina-Kirghizistan-Uzbekistan è un progetto strategico per la connettività della Cina con l'Asia centrale e un progetto di riferimento per i nostri tre Paesi per la costruzione congiunta della Belt and Road Initiative”, ha dichiarato Xi, auspicando l’inizio dei lavori “in tempi brevi, a beneficio dei tre Paesi e dei loro popoli e per dare impulso allo sviluppo economico e sociale della regione”.

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