Sipri: Cina, India e Arabia saudita al top delle spese per armamenti

Cinesi secondi, indiani terzi e sauditi quinti al mondo. Nel 2019 investiti 1766 miliardi di euro in armi. La corsa al riarmo tra Usa e Cina. L’India presa tra due fuochi: cinesi e pakistani. I sauditi sopravanzano Israele. In crescita anche Russia, Corea del Sud, sud-est asiatico e Taiwan.

di Emanuele Scimia

Hong Kong (AsiaNews) – Cina, India e Arabia saudita sono tra i Paesi che spendono di più al mondo per gli armamenti. È quanto riporta lo Stockholm International Peace Research Institute nel suo bollettino annuale. I cinesi sono i secondi acquirenti mondiali di armi, seguiti dagli indiani: la prima volta che due nazioni asiatiche si trovano nelle prime tre posizioni. I sauditi si posizionano al quinto posto, dietro la Russia, in una classificata dominata dagli Stati Uniti.

Rispetto all’anno precedente, nel 2019 la spesa globale in armamenti è cresciuta del 3,6%, raggiungendo i 1766 miliardi di euro. L’ammontare speso in Asia e Oceania (482 miliardi di euro) rappresenta il 27% del totale – il Medio Oriente non è conteggiato.

Gli Usa hanno sborsato 674,4 miliardi di euro per le proprie esigenze militari: +5,3% rispetto al 2018. Quella con la Cina, l’altra grande potenza mondiale, è ormai una vera e propria corsa agli armamenti. Pechino ha destinato 213,8 miliardi di euro al potenziamento delle sue forze armate, un aumento del 5,1%: molti osservatori pensano che la stima reale sia molto maggiore. Insieme i due Paesi coprono il 52% delle spese globali.

Delhi ha avuto un’impennata anche superiore (6,8%), per complessivi 65,5 miliardi di euro. Il Paese continua ad avere problemi di confine con il Pakistan e deve fronteggiare la crescente sfida cinese nell’Oceano Indiano.

Nonostante un’economia ancora stagnante, la Russia ha accresciuto le sue spese militari del 4,5%, per un totale di 60 miliardi di euro. Il cattivo rapporto con Washington e la Nato è il fattore che ha inciso di più sul riarmo russo.

L’Arabia saudita è di gran lunga il più grande acquirente di armi in Medio Oriente, con una spesa di 57 miliardi di euro. Riyadh sopravanza Israele, che si ferma a 18,9 miliardi di euro. I sauditi hanno registrato un calo inaspettato del 16%, malgrado siano ancora impegnati in Yemen, dove sostengono le forze governative che si oppongono ai ribelli filo-iraniani Houthi. L’incidenza delle spese militari rispetto al Pil nazionale rimane altissima (8%), superiore a tutte le grandi potenze.

Giappone e Corea del Sud si posizionano al 9° e 10° posto. La spesa di Tokyo è rimasta invariata a 43,9 miliardi di euro; Seoul ha investito di più in termini percentuali (7,5%), per 40,5 miliardi di euro. Le spese militari nel sud-est asiatico sono cresciute del 4,2%, toccando i 37,3 miliardi di euro. L’incremento è dovuto in larga parte ai timori per l’espansione cinese nel Mar cinese meridionale. I dissapori con Pechino sono anche alla base del riarmo di Taiwan: 9,6 miliardi di euro (+1,1% rispetto al 2018).

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