Mosca, Kirill vuole inviare una delegazione ortodossa a Pyongyang

L’occasione è il 70mo anniversario dei rapporti fra i due Paesi. L’annuncio durante un incontro all’ambasciata nordcoreana con diplomatici e rappresentanti del Comitato ortodosso nordcoreano. Kirill: “Pronti a sviluppare e rafforzare i nostri legami umanitari”.

di Maddalena Tomassini

Mosca (AsiaNews/Agenzie) – Il patriarca ortodosso Kirill è pronto ad inviare una delegazione a Pyongyang, per celebrare il 70mo anniversario dei rapporti fra i due Paesi.  Lo ha annunciato due giorni fa Kirill stesso, durante un incontro con alcuni membri del Comitato ortodosso della Dprk (Corea del Nord) a Mosca.

Nell’occasione, il patriarca ha espresso gratitudine nei confronti di Kim Jong-un per le “attenzioni” rivolte alla presenza ortodossa a Pyongyang, raccolta nella Chiesa della Trinità che dà la vita. Egli ha anche invitato il leader nordcoreano a visitare l’edificio. All’incontro erano presenti anche l’ambasciatore nordcoreano Kim Hyun-jun e altri funzionari diplomatici di Pyongyang. Kirill ha inoltre auspicato un maggior coinvolgimento della Russia nei dialoghi per la pace nella penisola coreana, per poi aggiungere: “Da parte nostra, come Chiesa, siamo anche pronti a sviluppare e rafforzare i legami umanitari, inclusa l’espansione dei contatti fra i fedeli dei nostri Paesi”.

Kirill si è anche complimentato con la Corea del Nord per la partecipazione alla vita della Chiesa, in particolare per l’invio di alcuni giovani studenti al seminario teologico di Khabarovsk. “Credo – ha detto il patriarca – che con l’avvento del clero ortodosso in Corea del Nord, i bisogni dei fedeli ortodossi saranno soddisfatti”. Nel 2006, l’allora vescovo metropolita Kirill si era recato a Pyongyang per celebrare l’apertura della Chiesa della Trinità che dà la vita, nella zona sud della capitale. La sua costruzione è stata decisa a seguito un viaggio di Kim Jong-il a Mosca, nel 2002. Essa è tuttavia per lo più frequentata dal largo contingente di russi che lavora nell’ambasciata.

Kirill non è la prima personalità religiosa a desiderare un contatto con i propri fedeli in Corea del Nord. Dopo l’incontro fra Moon Jae-in e Kim Jong-un, il card. Andrea Yeom Soo-jung ha espresso il desiderio di andare al più presto a Pyongyang.

Oltre alla chiesa ortodossa, in Corea del Nord vi sono tre chiese protestanti (Bongsu, Chilgol e Jeil) e una cattolica (la cattedrale di Jangchung). Secondo i critici queste sono una mera “facciata” per gli stranieri. Infatti, nonostante la Costituzione preveda la libertà religiosa, le persone sorprese a distribuire testi sacri e coinvolte nella rete di Chiese sotterranee vengono arrestate o giustiziate.

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