Influenza aviaria, è emergenza in tutta l'Asia

Influenza aviaria, è emergenza in tutta l'Asia

Jakarta (Asia News/Agenzie) – Molti paesi del continente asiatico stanno cercando di contrastare la nuova ondata di epidemia di H5N1, l'influenza aviaria che proprio nell'Asia, dal luglio scorso, ha già colpito 113 persone. Dal 2004, da quando è stato isolato il virus, l'H5N1 ha fatto 59 vittime. Il sud est asiatico è l'area più colpita. Al Vietnam, con 43 vittime, va il triste primato dei decessi. Il virus colpisce i volatili, e da essi si può trasmettere all'uomo. Scienziati dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) temono che il virus possa mutare e trasmettersi da persona a persona causando una pandemia che potrebbe provocare milioni di vittime.

La comunità internazionale dovrebbe cercare di non farsi trovare impreparata di fronte a questa emergenza. Mentre si diffonde la vaccinazione del pollame e si uccidono decine di milioni di volatili, si è scoperto che il virus viene trasportato anche da uccelli migratori. Il virus è ora in Asia, ma secondo l'Oms arriverà anche in Europa con la imminente migrazione dei volatili. L'incognita, dicono gli esperti, non è "se arriverà", ma "quando arriverà".

 

In Indonesia le vittime accertate del virus sono 4. Per altri 2 casi sospetti si attendono i risultati delle autopsie. Sono invece 22 le persone tenute sotto osservazione in tutto il paese, 17 nella sola Jakarta. Funzionari della Fao dichiarano che il governo indonesiano "dovrebbe incrementare subito le misure di controllo come la distribuzione di vaccini nelle zone a rischio". Un portavoce delle Nazioni Unite ha dichiarato che l'Indonesia dovrebbe sterminare quanto prima tutto pollame nelle aree colpite dal virus, e stanziare una maggior quantità di fondi per cercare di fermare il virus, prima di trovarsi di fronte ad una pandemia. Il governo di Jakarta negli ultimi giorni ha incrementato le misure per arginare la diffusione del virus: gli animali infetti verranno eliminati, e le persone che presenteranno qualsiasi sintomo di contagio verranno ricoverate d'urgenza. Il governo si avvale dell'aiuto di team di scienziati arrivati apposta da Stati Uniti e Giappone e degli aiuti provenienti dalla comunità internazionale, come i 10 mila vaccini che l'Australia recapiterà a Jakarta.

Alcune persone hanno contratto il virus durante una visita allo zoo Ragunan di Jakarta. Lo zoo è stato poi chiuso, avendo scoperto che alcune aquile ed altri volatili avevano contratto il virus. L'epidemia ha ripercussioni sul mercato del pollame. Le vendite sono molto calate e molte aziende rischiano la chiusura.

 

Il Vietnam è il paese più colpito dal virus. Più di 90 sono le persone contagiate, e le vittime sono 43. Le ripercussioni sul mercato non sembrano però essere così gravi. "Stiamo ancora facendo buoni affari" dice Nguyen Mai Anh, proprietario di un negozio di polli ad Hanoi. "I clienti si fidano di noi perché compriamo solo polli sani provenienti da fattorie dove viene curata la salute dell'animale".

 

È alta l'allerta in Cina, in particolar modo nella provincia meridionale di Guangdong. Il dottor Zhong Nanshan, esperto di Sars e direttore dell'Istituto sulle malattie respiratorie di Guangzhou, ha definito "grave" la situazione nella regione. "L'Oms – ha dichiarato - ha chiesto di prendere dei provvedimenti nella regione. Noi già da tempo ci stiamo muovendo per impedire l'arrivo dell'epidemia". Il medico ritiene che le aree rurali sono quelle più vulnerabili e pensa che la malattia colpirà i villaggi di provincia.

 

In Thailandia il governo vuole incrementare il numero dei vaccini, che sono però difficili da ottenere. Il ministro della salute pubblica Suchai Charoenratanakul ha dichiarato che il suo paese ha vaccini per 75 mila persona, sufficienti in circostanze normali. Ma se ci sarà una pandemia, le ditte farmaceutiche non saranno in grado di coprire le richieste. La Thailandia è stato uno dei paesi più colpiti dal virus, ma dal 25 febbraio non si registrano casi di contagio. Per un periodo era stato proibito l'allevamento dei polli.

 

Nelle Filippine veterinari, medici ed esperti in malattie discutono un piano per evitare che il virus raggiunga il paese. Il dipartimento della salute ha dichiarato che "per ora non è stato rilevato alcun caso di influenza aviaria né su persone, né su animali".

 

La Malaysia, che confina con l'Indonesia, ha preso una serie di precauzioni per prevenire l'epidemia. Kuala Lumpur ha intensificato in particolar modo i controlli alle frontiere, per impedire l'importazione illegale di volatili rari. Ha inoltre inasprito le pene per i contrabbandieri. Muhyiddin Yassin, ministro dell'agricoltura, ha dichiarato: "in Malaysia non ci sono segnali della presenza dell'influenza aviaria, ma è necessario prendere tutte le precauzioni necessarie a prevenirla". Per ora le uniche vittime del virus sono gli allevatori di polli che registrano forti perdite economiche.

 

Le autorità della Mongolia hanno dichiarato che da luglio sono morti più di 560 volatili colpiti dal virus H5N1. I primi casi sono stati rilevati al confine con la Russia. Ganzoring dell'ufficio emergenze generali ha detto che 563 volatili, soprattutto migratori, sono stati trovati morti in 16 province. "Gli uccelli malati – ha detto - barcollavano come ubriachi".

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