Manila (AsiaNews/Agenzie) I leader del Sud-Est asiatico "potrebbero accordarsi sull'adozione di una convenzione comune anti-terrorismo" nel corso del loro prossimo incontro, previsto a dicembre nelle Filippine. Lo ha detto ieri il presidente di Manila, Gloria Macapagal Arroyo.
La Arroyo ha sottolineato che "è necessario uno sforzo comune nella lotta ai militanti che usano il terrorismo nella regione" ed ha proposto "una sorta di patto territoriale, siglato dalle 10 nazioni dell'Associazione dei Paesi dell'Asia sud-orientale, con cui si aderisce ad un fronte compatto contro il terrorismo".
In pratica, esso "serve a migliorare la cooperazione dei vari Stati in materia, a fermare i responsabili degli attacchi nelle singole nazioni ed aiutare a prevenire altre minacce di questo tipo".
La proposta fa parte del pacchetto di cui discuteranno i leader dell'Asean a Cebu fra l'11 ed il 13 dicembre. "Speriamo ha aggiunto la Arroyo di avere un patto coesivo nella lotta al terrore. Sono i Paesi della regione che si devono aiutare fra di loro".
Secondo un rappresentante del governo di Manila, fra i termini della proposta è previsto un accordo che facilita l'estradizione dei sospettati, un migliore scambio di informazioni ed un impegno formale alla cooperazione nella ricerca dei militanti. La bozza è già a disposizione dei membri dell'Associazione.
La regione del Sud-Est asiatico è considerata un "fronte cruciale" nella lotta al terrorismo lanciata dagli Stati Uniti: qui vive la maggior parte dei gruppi alleati di al-Qaeda. Qui si sono verificati alcuni degli attentati più sanguinosi del post 11 settembre, fra cui quello di Bali del 2002 quando persero la vita 202 persone.
Subito dopo l'attacco alle Torri Gemelle, Indonesia, Malaysia e Filippine hanno formato una coalizione anti-terrorismo alla quale, più tardi, si sono aggiunte Thailandia e Cambogia.










