Aung San Suu Kyi annuncia la candidatura alla presidenza del Myanmar

La 67enne leader dell’opposizione democratica, che ha trascorso 15 degli ultimi 21 anni ai domiciliari, conferma l'intenzione di concorrere alle elezioni del 2015. Per poter partecipare sarà però necessario emendare la Costituzione. Un’operazione difficile, in un Parlamento ancora nelle mani dei militari.

Yangon (AsiaNews/Agenzie) - "Voglio correre per la presidenza del Myanmar e lo ammetto con tutta franchezza". La leader dell'opposizione democratica birmana Aung San Suu Kyi, conferma il proposito di concorrere per la carica più alta del Paese alle prossime elezioni, in programma nel 2015. Intervenendo al Forum economico mondiale (Wef) sull'Asia dell'est, in programma in questi giorni a Naypyidaw, capitale del Myanmar, la 67enne Nobel per la pace ha ammesso per la prima volta in modo esplicito l'intenzione di sfidate l'attuale capo di Stato Thein Sein e gli altri candidati in lizza per la poltrona.

"Se fingessi di non essere interessata alla presidenza" ha affermato Aung San Suu Kyi, "non sarei onesta, mentre quello che più conta per me è essere sincera davanti al mio popolo". Tuttavia, la leader della Lega nazionale per la democrazia (Nld) ha subito aggiunto che per poter concorrere alla carica di capo dello Stato sono necessari "cambiamenti radicali" della Costituzione.

Ad oggi, infatti, la Carta approvata dai militari nel 2008, in piena emergenza dovuta al ciclone Nargis, impedisce alla "Signora" - all'epoca agli arresti domiciliari - di partecipare alla corsa per le presidenziali. Con una norma che analisti e attivisti per i diritti umani definiscono "contra personam", la giunta militare al potere fino al marzo 2011 ha stabilito che cittadini sposati con stranieri o con figli con cittadinanza straniera non possono diventare Presidente.

I due figli di Aung San Suu Kyi e il marito Michael Aris, morto nel 1999, sono britannici; questo impedisce alla "Signora", almeno fino a oggi, di prendere parte alla competizione. Per questo la Nld lavorerà per emendare la Costituzione nei suoi aspetti più controversi, anche se non sarà un compito facile perché serve il 75% del consenso in un Parlamento che  ai militari, ha riservato il 25% fisso dei seggi. Il partito di opposizione si trova ad affrontare una sfida difficilissima, ma fondamentale per garantire alla sua leader di essere eleggibile.

 

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