Aung San Suu Kyi ringrazia per gli auguri. La giunta arresta chi prega per la liberazione

La leader dell’opposizione birmana è “rammaricata” perchè non può ringraziare di persona quanti, in patria e all’estero, hanno ricordato il suo compleanno. La dittatura militare ha arrestato due esponenti della Nld per aver partecipato a una cerimonia in cui si chiedeva la libertà per i prigionieri politici.

Yangon (AsiaNews/Agenzie) – Aung San Suu Kyi esprime “rammarico” perché non può “ringraziare di persona” quanti le hanno fatto gli auguri il 19 giugno scorso, per il suo 64esimo compleanno. È quanto riferisce Nyan Win, legale della leader dell’opposizione birmana, in carcere da più di un mese per aver violato i termini degli arresti domiciliari. La giunta militare, intanto, ha condannato a 18 mesi di prigione due membri della Lega nazionale per la democrazia (Nld) per “insulto alla religione”; la loro colpa è di aver pregato per la salute e il rilascio della Nobel per la pace.

 

Oggi è attesa la decisione della Corte in merito alla riamissione di due testimoni a favore della difesa, inizialmente estromessi dai giudici. Durante l’incontro con il legale, Aung San Suu Kyi avrebbe parlato dei passi da compiere in vista della prossima udienza del processo intentato a suo carico dalla giunta militare, in programma il prossimo 26 giugno. “La sola cosa che posso dire – aggiunge Nyan Win – è che la Signora ringrazia tutti quelli che le hanno fatto gli auguri, in patria e all’estero”.

 

Per festeggiare il compleanno, la leader dell’opposizione birmana ha ordinato 50 pacchi di riso Biryani, dolci al cioccolato e fiori che ha distribuito ai compagni di prigione e ai secondini. Il legale della donna riferisce che le condizioni di salute sono “molto buone” e vi è un medico interno al carcere che “si prende cura di lei”.

 

Il 22 giugno scorso il tribunale di Twantay ha condannato a 18 mesi di galera Chit Pe, vice-presidente della locale sezione della Nld, e Aung Soe Wai per insulti alla religione. Entrambi erano stati arrestati ad aprile per aver partecipato a una cerimonia religiosa buddista – insieme ad altri 50 esponenti della Nld – in cui si chiedeva la liberazione di Aung San Suu Kyi e altri prigionieri politici. Altri tre attivisti sono sotto processo a Yangon; essi sono accusati in maniera generica di aver violato la “Esplosive Act”, ma non vi sono ulteriori informazioni sulla vicenda.    

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