Yangon (AsiaNews) – La Chiesa birmana ha annunciato per domani una giornata di digiuno e preghiera, “affinché venga la pace e cessino le sofferenze” del Myanmar. Inoltre, i vescovi locali hanno scritto alla giunta militare di fermare la violenza che ha colpito il Paese. Lo conferma ad AsiaNews una fonte locale, anonima per motivi di sicurezza.
Tuttavia, continua la fonte, i militari hanno imposto alla popolazione di partecipare ad un incontro, che si terrà domani in varie parti del Paese, per “mostrare il proprio sostegno alla giunta”. Chi non partecipa verrà condannato a 6 mesi di galera.
Non si ferma intanto la violenta repressione dei militari: secondo fonti diplomatiche, sarebbero oltre 6mila gli arrestati, in maggioranza monaci buddisti, che vengono detenuti nelle carceri birmane in condizioni disumane.










