Mandaly (AsiaNews) – La giunta militare birmana ha affidato a gruppi di “milizie civili” l’incarico di reprimere le proteste contro il caro benzina in corso da oltre una settimana nel Paese. La denuncia è di un monaco buddista di Mandalay, che avverte: “se le manifestazioni pacifiche arriveranno anche qui (a Mandalay), noi religiosi non rimarremo in silenzio”. Le dichiarazioni rispondo al capo del comando militare di Mandalay, gen. Khin Zaw, che il 26 agosto ha “chiesto” ai religiosi della città di non unirsi alle recenti dimostrazioni.
Secondo il monaco, le cui dichiarazioni sono riportate dal quotidiano online The Irrawaddy, le autorità stanno usando polizia in borghese e civili filo-governativi per picchiare e arrestare i cittadini che in questi giorni “esprimono il loro scontento”.
Il rincaro del carburante, entrato in vigore lo scorso 15 agosto, ha subito innescato l’impennata dei costi di biglietti per i mezzi di trasporto pubblici e di prodotti alimentari, mettendo in ginocchio la popolazione. “Se il governo non ha la capacità di fare qualcosa – accusa il monaco – dovrebbe consegnare il potere nelle mani di chi è più capace”.










