Naypyidaw (AsiaNews) – A due anni dal trasferimento della capitale e degli uffici governativi del Myanmar da Yangon a Naypyidaw, al centro del Paese, la decisione della giunta militare continua ad incontrare l’opposizione dei dipendenti statali. Troppo isolata, troppo cara, nessuno vuole andare a vivere in quello che dovrebbe essere il nuovo centro amministrativo dell’ex Birmania.
Dodici impiegate del dicastero della Sanità rischiano a giorni di essere licenziate perché rifiutano di “traslocare”. Lo riferisce una fonte anonima interna al ministero stesso, citata dal giornale The Irrawady; quest’ultimo denuncia, inoltre, che se le donne non si atterranno alle direttive, rischiano “sanzioni disciplinari”.
“Non è nostra intenzione dimetterci - spiegano le 12 donne in una lettera - il ministero potrebbe infatti considerare il nostro trasferimento in un ospedale a Yangon, sempre sotto il dipartimento della Salute, ma le autorità non lo hanno neppure preso in considerazione”. “Kan Thaung, vice direttore del ministero della Sanità, cui è affidata al gestione del caso, ha rifiutato di commentare la vicenda”, riporta The Irrawady.
I funzionari che si sono già trasferiti a Naypyidaw lamentano collegamenti inadeguati con il resto del Paese, l’alto costo della vita e l’eccessiva lontananza con la famiglia a Yangon, distante 300 km. “La maggior parte degli impiegati è sposato con figli – racconta un dipendente ministeriale - ma il governo non può provvedere alla sistemazione del personale con famiglia, il quale è così costretto a vivere in squallidi alloggi adibiti ai single”.
Il salario mensile di un dipendete statale di primo livello ammonta a 18mila kyat (15 dollari). A Naypyidaw solo per i pasti si spende intorno ai 1.500 kyat (1,20 dollari) al giorno. Voci circolavano su un possibile bonus concesso dal governo di 20mila kyat (17 dollari) al mese, ma finora nessun provvedimento è stato preso.










