Yangon (AsiaNews/Agenzie) – Kyaw Khaing, 87 anni, membro del partito di opposizione Lega nazionale per la democrazia (Nld), è stato condannato a due anni di prigione con l’accusa di “diffamazione”. La nuova sentenza a carico di un attivista in Myanmar giunge mentre alle Nazioni Unite l’ambasciatore birmano annuncia – senza specificare – il rilascio “di alcuni prigionieri politici” e il segretario Onu Ban Ki-moon sottolinea che la liberazione di Aung San Suu Kyi e degli altri detenuti è una condizione essenziale per rendere “credibili” le elezioni politiche nel 2010.
Il sito birmano dissidente Democratic Voice of Burma (Dvb) riporta oggi la condanna di Kyaw Khaing, presidente della sezione di Taungok – cittadina nello Stato dell’Arakan – della Nld. L’uomo, anziano e molto malato, non ha ricevuto cure mediche nel corso del processo, durante il quale “entrava e usciva da uno stato di incoscienza”. Attivisti locali riferiscono che “egli ha sofferto di attacchi di dissenteria” e veniva “trascinato a forza nell’aula di tribunale”. I giudici non hanno mostrato pietà, condannandolo a due anni di galera con l’accusa di diffamazione.
L’ennesimo caso di repressione interna verso l’opposizione smentisce l’annuncio fatto ieri da Than Swe, ambasciatore birmano alle Nazioni Unite. Il diplomatico ha anticipato il rilascio di un gruppo di detenuti politici per “motivi umanitari”. Essi potrebbero così partecipare alle elezioni generali del 2010. Il diplomatico, peraltro, non ha chiarito quanti saranno i detenuti che godranno del provvedimento di grazia e se fra questi vi sarà anche Aung San Suu Kyi, attualmente in carcere e sotto processo.
Ieri Ban Ki-moon ha riferito al Consiglio di sicurezza dell'Onu in merito alla recente missione diplomatica in Myanmar. Egli parla di “una grande opportunità persa” dalla giunta militare per fissare i termini di un processo di democratizzazione del Paese. Il segretario generale delle Nazioni Unite sottolinea di aver spiegato “nei termini più chiari” quali sono le aspettative dell’Onu, che includono libere elezioni e il rilascio dei prigionieri politici.
In Myanmar, Ban Ki-moon non ha potuto incontrare la Nobel per la pace a causa del veto imposto dalla giunta militare. Oggi i quotidiani ufficiali di Stato birmani scrivono che il permesso è stato negato “perché egli avrebbe influenzato la Corte, chiamata a giudicare Aung San Suu Kyi”.
I membri della Lega nazionale per la democrazia hanno più volte sottolineato il “fallimento” delle missioni Onu e manifestano “scetticismo” sulla possibilità che vengano rilasciati membri dell’opposizione attualmente in carcere.










