Oms: allerta globale per l’influenza aviaria, in Myanmar abbattuti migliaia di volatili

Preoccupano la rapidità di diffusione del virus e lo scambio genetico, definito “senza precedenti”. Al centro dell’attenzione Taiwan, Myanmar e Vietnam, oltre a Egitto, Stati Uniti e Ungheria. Nel centro del Myanmar abbattuti 1500 esemplari di pollame e oltre 20mila quaglie. A rischio diversi allevamenti.

Yangon (AsiaNews/Agenzie) - L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha lanciato l'allarme per la rapida diffusione di alcuni ceppi influenzali, in particolare quelli legati all'aviaria; a destare la preoccupazione degli esperti non è solo la rapidità con la quale si propagano i virus, ma anche lo scambio generico fra essi, definito "senza precedenti". La situazione più preoccupante si registra nel continente asiatico, in cui diversi Paesi negli ultimi giorni hanno segnalato situazioni di criticità e alti livelli di patogenitictà (Hpai) in uccelli selvatici e pollame. Fra questi vi sono Taiwan, Myanmar e Vietnam; a questi si aggiungono Egitto, Stati Uniti e Ungheria. 

In una nota ufficiale l'Oms afferma che il pianeta deve fare attenzione alla varietà e alla diffusione di virus legati all'influenza aviaria, dall'H5N1 alle sue varianti che si sono venute a creare in questi anni. La malattia colpisce sia animali domestici, da allevamento che specie selvatiche; elementi, questi, che potrebbero dar luogo alla nascita di nuovi ceppi e minacciare in modo concreto le scorte alimentari, mettendo a rischio persino la salute dell'umanità. 

In Myanmar le autorità hanno innalzato i livelli di allerta, per scongiurare una rapida diffusione del virus nel Paese. In questi giorni sono stati abbattuti migliaia di volatili nel tentativo di contenere l'epidemia, in particolare a Monywa, cittadina a ovest di Mandalay, nella regione nord-occidentale di Sagaing. 

Dall'inizio del mese, quando sono comparsi i primi segnali di influenza aviaria, in un'azienda aviaria della zona sono morti oltre 1400 polli e circa 10mila quaglie per il virus H5N1. Come misura cautelativa, le autorità hanno ordinato l'abbattimento di altri 1500 esemplari di pollame e oltre 20mila quaglie. Nella zona vi sono più di 300 aziende dedite all'allevamento di pollame e 100 di quaglie, per un totale di 140mila polli e più di 500mila quaglie.

Già nel 2006 e nel 2012 la zona era stata teatro di un'epidemia di influenza aviaria, contenuta a fatica dalle amministrazioni locali e centrali. Fonti del governo birmano affermano che la malattia è sotto controllo e non vi sarebbero casi accertati di trasmissione all'uomo. 

Il virus H5N1 ha colpito per la prima volta un essere umano nel 1997, a Hong Kong. Esso si è poi diffuso in tutta l'Asia, poi in Europa e Africa, radicandosi a fondo fra i capi di pollame in alcuni Paesi, nei quali si sono registrate milioni di infezioni fra i volativi e diverse centinaia di decessi fra gli esseri umani.

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