Proteste contro il caro-benzina, minacciati i giornalisti in piazza

Uomini non identificati cercano di sottrarre macchine fotografiche ai reporter che stanno seguendo le manifestazioni contro l’aumento della benzina; direttori di testate locali invitano i redattori a non scriverne; ieri ancora proteste, fermate da militanti pro-giunta.

Yangon (AsiaNews) – Giornalisti e fotografi che seguono le manifestazioni contro il caro-benzina, in corso da 4 giorni a Yangon, lamentano di aver subito intimidazioni e molestie da parte delle autorità e di elementi filo-militari. Secondo quanto riportato da alcuni media vicini all’opposizione birmana, un corrispondente straniero è stato buttato a terra da un uomo che ha cercato di sottrargli la macchina fotografica, avvertendolo: “Non si possono fare foto”.

La Southeast Asian Press Alliance, da Bangkok, esprime oggi preoccupazione: “Alcuni direttori di testate locali sono stati interrogati dalla polizia, altri hanno detto ai redattori di non coprire le dimostrazioni”.

Ieri, per la terza volta in 4 giorni, alcune decine di militanti pro-democrazia sono di nuovo scesi in piazza nella capitale birmana per protestare contro l'aumento vertiginoso dei prezzi del carburante deciso in modo ingiustificato dalla giunta militare il 15 agosto scorso. La maggioranza dei dimostranti sono attivisti della Lega Nazionale per la Democrazia (Lnd), il partito della leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi, da anni agli arresti domiciliari. Pochi minuti dopo l'inizio della manifestazione, una ventina di miliziani pro-giunta hanno impedito ai dimostranti di avanzare. Una decina di persone sono state costrette a salire su camion e sono state portate via mentre i loro compagni formavano una catena umana per resistere all’intervento dei miliziani.

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