Sarà licenziato chi non voterà “sì” al referendum

La Lega nazionale per la democrazia denuncia nuove intimidazioni della giunta sugli elettori: i contadini perderanno le terre, gli studenti la possibilità di continuare l’università, se si esprimeranno per il “no”. Nei seggi gli impiegati pubblici voteranno davanti ad un ufficiale militare.

Yangon (AsiaNews/Agenzie) – Gli impiegati statali che non voteranno “sì” al referendum costituzionale saranno licenziati. È l’ennesima minaccia delle autorità birmane sull’elettorato, chiamato tra poche settimane ad esprimersi sulla nuova Costituzione. La denuncia è del partito di Aung San Suu Kyi, la Lega nazionale per la democrazia (Lnd), che ieri ha diffuso un comunicato stampa. Secondo le informazioni del partito d’opposizione, le intimidazioni stanno colpendo anche contadini – minacciati di vedere statalizzate le loro terre se voteranno per il “no” – e studenti – che rischiano di non potere più accedere agli esami universitari.

 

Il portavoce della Lnd, Thein Nyunt, spiega che la Lega ha ricevuto segnalazioni e testimonianze da tutto il Paese sui metodi usati dai militari. Alcuni funzionari statali riferiscono che la giunta ha intenzione di far votare in anticipo - rispetto alla data stabilita del 10 maggio – insegnanti, professori e impiegati pubblici e per di più in presenza di ufficiali militari.

Secondo Win Min, analista politico esule in Thailandia, è chiaro che “le autorità temono che i cittadini, in condizioni di libertà, voterebbero per il ‘no’”. La Lnd, come molte organizzazioni per i diritti umani, e i gruppi studenteschi e dei monaci buddisti, hanno abbandonato l’iniziale posizione di boicottaggio delle urne per una campagna che invita i cittadini ad esprimersi contro la nuova Carta, che legalizzerà il regime militare.

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