Appello Onu a Bangkok: Modificate la legge sulla lesa maestà e liberate i prigionieri

L’Alta commissione per i diritti umani è allarmata dalle enormi condanne che hanno colpito alcuni cittadini negli ultimi giorni. Due uomini sono stati sanzionati con 30 anni di carcere per dei commenti su Facebook. Portavoce Onu: “La legge non deve essere usata per mettere a tacere le critiche”.

Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – L’Alta commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite ha rivolto un appello alla giunta militare al potere in Thailandia affinché modifichi la legge “vaga e generica” sulla lesa maestà e liberi le persone sospettate che giacciono in prigione da troppo tempo.

Ravina Shamdasani, portavoce dell’organismo internazionale, ha detto che il Paese del sud-est asiatico deve conformarsi agli standard dei diritti umani e “liberare coloro che sono detenuti per aver esercitato il diritto e la libertà di espressione”. Fino a quando la legge non sarà modificata, continua la donna, “non deve essere usata in modo arbitrario per mettere a tacere il dibattito sui temi cruciali dell’interesse pubblico, anche quando includono critiche ai capi di Stato o di governo”.

Dalla presa del potere della giunta guidata da Prayuth Chan-ocha nel maggio 2014, almeno 40 persone sono state incarcerate o attendono in reclusione il processo per crimini relativi alla sezione 112 del codice penale (che regola la lesa maestà). Lo scorso 7 agosto, la Corte marziale di Bangkok ha condannato l’agente di viaggi Phongsak Sribunpeng a 30 anni di carcere per avere pubblicato su Facebook sei commenti critici nei confronti della famiglia reale. La sentenza era inizialmente di 60 anni – 10 per ogni post – ma è stata poi ridotta dopo la confessione dell’uomo.

Il documento pubblicato dall’Onu a Ginevra giudica la sentenza “sproporzionata in modo sconvolgente”. “Questa è la sentenza più pesante che abbiamo registrato dal 2006 – continua il testo – da quando abbiamo iniziato a documentarci sui casi di individui perseguitati per aver esercitato il diritto di parola”. Secondo Shamdasani, tra i detenuti vi sarebbero anche persone con disabilità psicosociali.

Il re thai Bhumibol Adulyadej, 87 anni, per molti cittadini è considerato un semi-dio, anche se non manca un fronte critico interno (silenzioso) che considera la monarchia ormai degradata, e corrotta soprattutto fra figli e parenti del re. Egli è al trono 69 anni, un primato che lo ha portato ad essere il più longevo monarca regnante al mondo. Secondo i critici le leggi di lesa maestà sono state sfruttate in questi mesi dalla giunta militare al potere per reprimere il dissenso e governare col pugno di ferro il Paese.

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