Bangkok, Conferenza Nazionale Anti-Corruzione

Leader politici e religiosi insieme a parlare su come combattere la corruzione. Secondo studi internazionali, il Paese non è libero da questo problema.

di Weena Kowitwanij

Bangkok (AsiaNews) – E’ in svolgimento dal 10 al 13 novembre la 14° Conferenza Internazionale Anticorruzione, presso la Sirikit Convention Hall a Bangkok, organizzata dalla Commissione Nazionale Anti-Corruzione, dalla Camera di Commercio e dal governo thailandese.

Il 10 novembre il premier Abhisit (nella foto) ha sottolineato che “ogni Nazione deve affrontare la minaccia della corruzione. Non è sufficiente [il rispetto della] legge, occorre impiegare moralità per sostenere il sentimento di anti-corruzione. Oggi la gente e i giovani accettano l’esistenza della corruzione se aiuta lo sviluppo dell’economia, cosa che è contro la convinzione tradizionale che la corruzione porta al declino dell’economia”.

“La maggiore minaccia di corruzione è la collaborazione con chi è corrotto. Occorre che governo e individuo abbiamo identica posizione riguardo la corruzione. Dobbiamo costruire una cultura di tolleranza zero contro la corruzione e applicarla in pratica. Anche il ruolo dei media è importante in questa materia. Come pure la partecipazione dei funzionari di livello elevato [alle iniziative anti-corruzione]”.

“Per fortuna – ha proseguito il premier – la filosofia di Re Bhumibol sulla Sufficienza Economica indica uno stile di vita praticabile per tutti i cittadini. Occorre insegnare ai giovani che la corruzione porta danno e grande divisione al Paese”.

Il ministro della Finanza Korn Chatikavanij ha proposto “una collaborazione tra governo e privati nel rifiutare quella competizione che sostiene la corruzione. Occorre introdurre misure morali per ridurre le ingiustizie.  Bisogna dimostrare la trasparenza [nei settori economici] poiché il capital[ismo] alla fine colpisce il povero”.

Il noto monaco buddista Phra Mahawuthichai Wajiramaethee ha ricordato ciò che “il nostro Buddha ha detto circa la propria onestà: ‘Non ho bisogno che il mio discepolo mi protegga e io non mi proteggerò perché sono come mi vedi’. Questo significa che egli era una persona onesta”.

“Nella cultura buddista – ha proseguito – alla fine della nostra Quaresima ogni monaco del tempio deve partecipare a una riunione nella quale gli altri monaci danno consigli a chi ha fatto qualcosa di sbagliato durante la Quaresima. Inoltre, il secondo precetto di tutti i buddisti è: non rubare. La corruzione è una cultura che fa declinare la consapevolezza della popolazione e indebolisce l’organizzazione indipendente. E’ dovere di tutti opporsi alla corruzione”.

Il presidente della  Banca Asiatica per lo Sviluppo Haruhiko Kuroda ha ricordato che “un governo forte e una continua vigilanza sono essenziali contro la corruzione, se l’Asia e la regione del Pacifico vogliono ottenere i benefici della loro crescita economica”.

Secondo il rapporto “Corruption Perceptions Index 2010”, pubblicato a fine ottobre che studia la corruzione di tutti i Paesi, la Thailandia è al 78° posto al mondo, al 9° tra i 23 Stati asiatici considerati. Il gruppo Transparency Thailand ha osservato che, anche se il dato è migliore rispetto al 2009, è ancora allarmante, indice che la corruzione è tuttora diffusa nel Paese.

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