Bangkok: educatori cattolici thai sfidano crisi morale e materialismo

L’istruzione, rafforzata dai valori cristiani, e la riscoperta della fede le risposte alla competizione selvaggia nella società e al crescente egoismo. Un problema che si registra fin dalle scuole e che è stato oggetto di una due giorni di incontri. Senza una vera e sana educazione cresce il divario fra ricchi e poveri e rallenta lo sviluppo del Paese.

di Weena Kowitwanij

Bangkok (AsiaNews) - Contro la crisi morale, il materialismo crescente e la globalizzazione selvaggia è necessario promuovere un programma di sviluppo umano che inizia dalla scuola; solo l'istruzione, infatti, rafforzata dai valori cristiani e dalla lotta alla competizione selvaggia che è causa di egoismo, contribuisce alla riscoperta della fede e alla crescita di una società più giusta ed equa. Sono gli elementi emersi in una due giorni di seminario, organizzato a metà aprile a Bangkok dal Thailand Catholic Education Council (Tcec), sotto l'egida della Commissione cattolica nazionale per l'istruzione, riservato a docenti e professori. Durante le giornate di incontro e confronto, si è discusso in particolare dello "strumento educativo" per formare studenti che "crescano bene" e abbiano un curriculum che abbina il successo negli studi al progresso della personalità e del senso religioso.

La situazione politica, sociale e culturale attuale genera problemi nel campo dell'istruzione, in cui domina un "egoismo" sfrenato nella ricerca del successo e un calo dei valori tradizionali e dei principi promossi dalla fede. Questi elementi determinano l'aumento del divario fra ricchi e poveri e - paradossalmente - un freno allo sviluppo della Thailandia. Per questo è essenziale il compito di insegnanti ed educatori, chiamati a promuovere fra gli studenti onestà, rispetto, senso di responsabilità e dedizione per gli altri. Perché sono questi, avvertono gli esperti, i fattori essenziali da inserire per una "buona crescita". 

P. Francis Xavier Deja Arpornrat, segretario generale Tcec, sottolinea che è necessario "formare gli studenti" sin dalle prime classi al rispetto degli altri a livello personale e sociale, "rafforzando l'identità cattolica nell'istruzione" in accordo coi principi di "amore e libertà". Visit  Dejkunchorn, ufficiale di polizia e vice-presidente della sezione anti-corruzione, invita a "ricostruire" la nazione, secondo i principi formulate dei Dieci Comandamenti, in particolare il quarto "invita a rispettare i genitori, in un periodo in cui non vi è più rispetto reciproco fra persone". E per i buddisti, aggiunge, è necessario ripartire dagli insegnamenti e dai principi promossi dal Buddha.

Sorajak Kaseamsuwan, segretario generale della National Film Association, concorda con l'idea di "ricostruire - piuttosto che rifondare da zero - la nazione" e invita docenti e professori a "considerare ciascuno studente della medesima importanza", perché sono proprio gli insegnanti "i primi costruttori" di quelli che oggi sono studenti, ma un domani saranno i protagonisti e responsabili della nazione. Infine, aggiunge Santi Taepanich, è essenziale essere "pazienti", perché solo così è possibile mediare e correggere "le intemperanze" dei più giovani.

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