Bangkok, proteste: una vittoria e una sconfitta per l'opposizione

Il Tribunale civile ha invalidato il decreto utilizzato dal governo per reprimere l'opposizione, ma non ha messo al bando i proiettili di gomma usati dalle Forze dell'ordine contro i dimostranti. La popolazione manifesta disagio anche per la situazione economica: secondo gli esperti entro l'anno ci sarà un milione in più di disoccupati.

di Stefano Vecchia

Bangkok (AsiaNews) - Dopo una giornata segnata da una nuova prova di forza tra polizia e i manifestanti anti-governativi in aree vitali della capitale, l’opposizione di piazza oggi ha ottenuto una piccola vittoria e una parziale sconfitta. I giudici hanno infatti negato legalità al decreto del 29 luglio con cui il premier ed ex generale, Prayut Chan-ocha, aveva messo fuorilegge la diffusione di notizie "allarmistiche e dannose per la stabilità del Paese”. La legge si riferiva in realtà alle notizie sulle difficoltà del governo a fronteggiare la diffusione del contagio da coronavirus, su una campagna vaccinale che non decolla e sulle criticità evidenti nelle aree - come l’isola di Phuket - che le autorità avevano dichiarato “Covid-free” e riaperto al turismo senza imporre la quarantena.

Nel secondo giudizio, il Tribunale civile ha invece ammesso l’uso di proiettili di gomma in operazioni di ordine pubblico. Esso ha ordinato però alla polizia di “esercitare prudenza” nel loro uso, non soddisfacendo una richiesta dei legali del fronte democratico che avevano chiesto la loro messa al bando.

Né l’uso dei proiettili di gomma né i lacrimogeni, come pure il divieto di raduno e la censura di Internet, hanno fermato le manifestazioni di piazza di ieri, che a Bangkok hanno provocato l'incendio di due posti di polizia e il ferimento di almeno sei agenti.

La protesta sembra rafforzarsi. Da una parte la popolazione ha reagito all’arresto di un leader dell’opposizione avvenuto ieri. Lo scontento contro i militari e la poca trasparenza della monarchia ha iniziato a manifestarsi l’anno scorso. La popolazione manifesta anche il suo crescente disagio per la crisi economica e occupazionale. Oggi l’Istituto per la ricerca sullo sviluppo della Thailandia ha rivelato che entro l’anno il Paese conterà un milione di nuovi disoccupati, mentre nei giorni scorsi diverse fonti hanno segnalato la probabilità di una mancata crescita del Pil nell’anno in corso.

 

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