Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – Per la prima volta in quattro anni, tre rare tigri indocinesi sono state filmate nella parte occidentale del Paese, al confine con il Myanmar. Il grande felino è una specie a rischio: il bracconaggio lo ha portato sull’orlo dell’estinzione.
L’avvistamento, attraverso fototrappole, è avvenuto in febbraio e marzo in una regione montagnosa coperta da una fitta foresta tropicale. Le autorità thai, insieme a Panthera, un’organizzazione a difesa dei felini selvatici, e alla Società zoologica di Londra, lo hanno reso noto oggi in concomitanza con la Giornata mondiale della tigre.
Per proteggere i tre giovani esemplari dai bracconieri, la loro esatta ubicazione non è stata rivelata. Nel mondo rimangono solo 3,900 tigri selvatiche, per la maggior parte in India: un secolo fa erano 100mila. Si stima che in Thailandia ne vivano appena 160. Nel sud-est asiatico si sono già estinte alcune specie, come la tigre di Java e quella di Bali. Le popolazioni di tigri in Cina, Cambogia, Laos, Vietnam e Myanmar sono invece prossime alla scomparsa.
Il mercato (illegale) delle specie animali protette vale miliardi di dollari. Parti di tigre, come ossa e pelliccia, sono usati in particolare nella medicina tradizionale. Il crollo della popolazione di tigri indocinesi è dovuto anche alla distruzione del loro habitat naturale per il disboscamento e altre attività umane.
Con un certo successo, il governo thailandese ha lanciato sette anni fa un programma per aumentare del 50% il numero delle tigri selvatiche entro il 2022. Un’altra zona di ripopolamento della tigre indocinese era stata individuata nel 2016 nella Thailandia orientale, all’interno della foresta di Dong-Phayayen Khao Yai, un sito patrimonio dell’Unesco. Si ritiene che altri esemplari vivano anche nell’area protetta di Thungyai-Huai Kha Khaeng, nella parte occidentale del Paese.










