Bangkok si interroga sulla sua via all'intelligenza artificiale

Il tema è stato al centro del Thailand Digital IP Forum 2024. Grande esportatore di elettronica di consumo prodotta da aziende multinazionali e locali, la Thailandia ha sviluppato negli ultimi anni anche capacità autonome in settori informatici evoluti.

di Stefano Vecchia

Bangkok (AsaiNews) - La Thailandia ha una forte base industriale, anche se politica, cultura e società spesso continuano a promuovere la realtà rurale come “Paese reale” contrapposto a quello influenzato da modelli stranieri emerso dagli anni Settanta del secolo scorso.

Grande esportatore di elettronica di consumo prodotta da aziende multinazionali e locali, il regno di Thailandia ha sviluppato negli ultimi anni anche capacità autonome in settori informatici evoluti. Per questo - sollecitate dal consistente utilizzo da parte della popolazione di piattaforme social, commerciali e informative e dal dibattito che va sviluppandosi altrove - le autorità iniziano a interrogarsi sulle prospettive dell’intelligenza artificiale.

A questo ambito è stato dedicato ieri un convegno nel contesto del Thailand Digital IP Forum 2024. Organizzato dall'Agenzia per la promozione dell'economia digitale sotto il ministero dell’Economia e della società digitali, l’evento ha cercato di delineare le potenzialità dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel contesto thailandese e anche di individuarne eventuali limiti.

“In concreto la Thailandia necessità di leggi e regolamenti che governino l’intelligenza artificiale – ha segnalato l’amministratore delegato dell’agenzia, Nattapon Nimmanpatcharin -. Dato che questa tecnologia, a partire dalla sua forma generativa, è ancora nei primi stadi di sviluppo, il Paese dovrebbe imporre un attento bilanciamento dell’applicazione di leggi sull’intelligenza articiale che non siano così rigide da prevenirne ulteriori sviluppi e nemmeno troppo deboli da consentire a chi ha cattive intenzioni di abusarne”. 

L’incontro annuale – solitamente vetrina di idee e progetti innovativi - è stato quest’anno salutato da molti esperti come un’eccezione. Non si è trattato di una semplice presentazione di proposte per gli addetti ai lavori, ma di un evento che ha sollecitato concretamente a considerare le possibilità del digitale con l’obiettivo di migliorare notevolmente una comprensione che sia la più diffusa possibile, anche riguardo alla proprietà intellettuale

Nel suo intervento - intitolato “Indirizzare l’economia digitale con l’innovazione dell’Intelligenza artificiale” - Nattapon ha parlato dell’innovazione come di “due motori” che lavorando insieme possono portare intere società verso una nuova era, facendo nascere modelli imprenditoriali senza precedenti e rimodellando il comportamento dei consumatori a un ritmo un tempo ritenuto impensabile proprio sfruttando l’emergere dell’intelligenza artificiale.

Nel contesto nazionale, è stato sottolineato, servirà una concomitanza di più settori e più ruoli: quello degli importatori che possono far propria l’innovazione straniera, quello degli sviluppatori locali a cui arriveranno servizi digitali sempre più efficaci, la forza lavoro che accoglierà l’integrazione e il pubblico generico che verrà educato a un utilizzo sicuro di nuovi strumenti. Mantenendo, è stato rilevato, la necessità di un approccio etico.

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