Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – Il premier thai Abhisit Vejjajiva ha ritirato oggi lo Stato di emergenza da Bangkok. La decisione intende favorire “la riconciliazione nazionale” dopo settimane di dure proteste anti-governative promosse dalle “camicie rosse”, fedeli all’ex primo ministro in esilio Thaksin Shinawatra.
Il 12 aprile scorso il premier Abhisit ha introdotto lo Stato di emergenza nella capitale e in cinque province confinanti, in seguito agli scontri fra manifestanti e polizia. Due morti e 123 feriti il bilancio delle violenze. I dimostranti chiedevano le dimissioni del premier, accusato di aver conquistato il potere in modo “illegittimo”. Le manifestazioni anti-governative hanno anche causato la cancellazione del vertice Asean allargato, in programma a Pattaya a metà mese.
“Rimuovere lo Stato di emergenza – spiega Abhisit – è una delle misure prese per trovare una soluzione [ai problemi] del Paese. Il governo vuole mostrare la sua sincerità nel promuovere la riconciliazione nazionale”. Egli ha inoltre invocato “riforme costituzionali”. Le violenze anti-governative, intanto, hanno acuito la crisi economica attraversata dalla Thailandia: la compagnia aerea di Stato Thai Airways International annuncia un calo del 20% nelle prenotazioni di turisti provenienti dall’estero.










