Cardinale di Bangkok: Cattolici dell’Asia, testimoni della fede dalle periferie del mondo

Il card Kovithavanij parla di segnale “importante” di papa Francesco nella direzione “della decentralizzazione”. Nel continente vi è ancora “una fede profonda”, a differenza di altre realtà in cui essa “si sta sgretolando”. Fra le priorità del porporato, rafforzare il cammino di evangelizzazione e il ruolo di pace dei cattolici. Ambasciatore thai: festa di tutto il popolo.

Città del Vaticano (AsiaNews) - "Con la mia nomina a cardinale papa Francesco ha dato un segnale importante nella direzione della decentralizzazione. Egli ha confermato il suo invito e il suo proposito di andare nelle periferie del mondo. E poi considera l'Asia un continente in cui la gente è ancora religiosa, in cui vi è una fede profonda". È quanto afferma ad AsiaNews il neo cardinale François-Xavier Kriengsak Kovithavanij, arcivescovo di Bangkok, uno dei 20 nuovi porporati creati dal pontefice argentino. Lo scorso 14 febbraio egli ha ricevuto la berretta cardinalizia, assieme ad altri due asiatici: Charles Bo, arcivescovo di Yangon e Pierre Nguyên Van Nhon, arcivescovo di Hanoi.

Nato nel 1949 in una famiglia cattolica di Bangkok, il card Kovithavanij ha studiato teologia e filosofia all'università Urbaniana a Roma, prima dell'ordinazione sacerdotale del 1976 dall'allora arcivescovo (e futuro cardinale) mons. Michael Michai Kitbunchu. Nel 1982 torna a Roma per approfondire gli studi alla Gregoriana; nel 2007 la nomina ad arcivescovo di Nakhon Sawan, quindi il trasferimento nel 2009 nella capitale thai.

In Asia vi è ancora un valore "profondo nella fede, nella religione", spiega il porporato thai, ed è inevitabile "il paragone con l'Europa o altri continenti, in cui la fede si sta sgretolando. E allora noi sentiamo una grossa responsabilità, di fronte a Dio e alla Chiesa". 

Fra gli obiettivi primari tracciati dall'arcivescovo di Bangkok vi è quello di "rafforzare il cammino della missione e dell'evangelizzazione", in un Paese in cui la Chiesa "vanta una storia centenaria" ma "i cattolici sono solo lo 0,5%". I pilastri che guideranno questo cammino sono "il Sinodo thai del 2012 e la Evangelii Gaudium di papa Francesco, che è la pietra miliare nel nostro compito di evangelizzare".

Infine, il porporato conferma il ruolo dei cattolici nella promozione della pace e della concordia, in una nazione caratterizzata da tensioni e conflitti di natura politica e sociale: "La Chiesa - conclude - è presente ogni volta che emerge una situazione di conflitto. In questo contesto ha più volte ricordato l'importanza della preghiera, ciascuno secondo la propria religione e il proprio credo. Questa sola, la preghiera, può essere davvero di aiuto". 

Entusiasmo e soddisfazione emergono anche dalle parole di Chalermpol Thanchitt, ambasciatore thai presso la Santa Sede, il quale sottolinea ad AsiaNews che la nomina dell'arcivescovo di Bangkok a cardinale "è una cosa bella per tutto il popolo thai". Questa non è solo la festa "dei cattolici", aggiunge, ma è un "motivo di gioia per tutta la nazione e i suoi cittadini".

In Thailandia i cattolici sono una sparuta minoranza (circa 300mila su un totale di circa 70 milioni di abitanti, pari allo 0,5% circa), in una nazione a larga maggioranza buddista (95%), Tuttavia, essi forniscono un prezioso contributo in molti settori della vita quotidiana, dall'istruzione alla sanità, dalle attività nel sociale all'opera volta a favorire il dialogo interreligioso.(DS)

 

 

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