Bangkok (AsiaNews) - Dal 16 e sino al 18 dicembre AirAsia mette in vendita sul suo sito 100mila biglietti aerei da e per la Thailandia al solo costo delle tasse aeroportuali. L’iniziativa lanciata da una delle principali compagnie asiatiche è stata ribattezzata “Get Your Baht To Thailand”. Lo scopo è di rilanciare il turismo nel Paese dopo le manifestazioni che hanno bloccato gli aeroporti della capitale e portato alla caduta del governo, ma anche a quella del turismo.
L’iniziativa promozionale di AirAsia, realizzata in collaborazione con l’autorità del turismo della Thailandia, è rivolta ai voli da e per il Vietnam, la Cambogia, il Myanmar, l’Indonesia, la Malaysia, Singapore e la Cina.
Nel tentativo di risollevare la stagione turistica compromessa dalle paralisi del mese scorso, la compagnia area si è accordata con le autorità thailandesi per permettere l’uso dei 100mila biglietti nel periodo compreso tra il 6 gennaio ed il 31 marzo.
Secondo le analisi fornite dalle associazioni per il commercio, le proteste che hanno portato alla caduta del precedente governo hanno causato una perdita pari a 137 miliardi di Bath (3,9 miliardi di dollari Usa).
Tra i settore più colpiti quello del turismo che in questa stagione avrebbe dovuto registrare i guadagni maggiori. Motore trainate dell’economia nazionale con un volume di affari che si aggira attorno ai 600 miliardi di bath (circa 17,3 miliardi di dollari Usa), pari al 6% del totale del Pil, l’indotto del turismo è ora destinato a subire un drastico ridimensionamento. La disoccupazione, che al momento si aggira sull’1,8% della forza lavoro, è destinata a triplicare per il prossimo anno, con tre milioni di persone senza un impiego.
La chiusura forzata degli aeroporti aggiunge un altro milione di persone rimaste senza lavoro, stando a quanto riferisce il National Economic and Social Advisory Council. Una prima stima delle perdite causate dalla paralisi parla di un danno pari a 5/7 miliardi di bath al giorno (poco più di 140 milioni di dollari) per gli scali di Bangkok e contribuirà a far precipitare l’economia del Paese in uno stato di recessione.










