L'economia thailandese rallenta e lascia spazio al Vietnam

I due Paesi oggi si trovano al 7mo e 10mo posto in Asia con riferimento al Pil. Ma mentre Hanoi sta registrando una rapida crescita in tutti i settori, diversi rapporti evidenziano le difficoltà di Bangkok che, secondo gli esperti, continua a basarsi su criteri tradizionali mentre si confronta con sfide nuove.

di Stefano Vecchia

Bangkok (AsiaNews) – La Thailandia rallenta sul piano economico, mostrando debolezze che si credevano superate grazie ad abbondanti investimenti e un export robusto, ma oggi, dopo gli impatti negativi della pandemia e della generale incertezza globale, il confinante Vietnam si candida al sorpasso. Le due economie si trovano rispettivamente al 31mo (7mo in Asia) e al 38mo (10mo in Asia) posto tra le economie mondiali con riferimento al prodotto interno lordo (Pil), secondo un recente studio della Chulalongkorn Business School e del World Economic Forum.

Se fino all’anno scorso la differenza tra pil era ancora marcata (con 490 miliardi di dollari quello thailandese e 410 quello vietnamita), l’avanzata rapida del Vietnam fa predire agli esperti la possibilità di un sorpasso sulla seconda economia del sud-est asiatico dopo l’Indonesia già nel 2028.

I limiti dell’economia thailandese vengono evidenziati anche nel Rapporto sul futuro della crescita 2024, che registra con chiarezza un arretramento nello sviluppo sostenibile, collocando la Thailandia dietro a Giappone, Corea del Sud, Singapore, Malaysia, Vietnam e Indonesia. Migliore invece la posizione sul piano dell’innovazione.

Come sottolinea ancora il rapporto, il Vietnam, invece, sta guadagnando rapidamente terreno in tutti i settori considerati: innovazione, inclusività delle infrastrutture, sostenibilità e resilienza. Alla Thailandia, al contrario. servono un maggiore sforzo congiunto di governo, impresa e pubblico per incentivare la sostenibilità, settore trainante in quasi tutti i Paesi del mondo.

Ma ancor prima di ciò serve un cambio di prospettive e di indirizzo politico. Come sottolinea l’economista Pipat Leungnamritchai citato dal quotidiano The Nation, pubblicato a Bangkok, l’economia thailandese continua a basarsi su criteri tradizionali, mentre si confronta con sfide e problemi nuovi. Bassi tassi d’interesse, stimoli fiscali ed espansione del turismo non sembrano più soluzioni efficaci a sostenere una economia che, rivolta al futuro, richiede anche investimenti nell’innovazione e nella preparazione dei lavoratori.

Sono diverse le maggiori sfide attuali: una demografia caratterizzata da nascite ridotte e da un rapido invecchiamento con la conseguente riduzione della forza lavoro, una scarsa produttività che risente della mancanza di innovazione e di competizione, l’instabilità politica, i privilegi economici e di potere accordati a alcuni gruppi della società. In questa condizione si fa concreto il rischio di vedere svanire la possibilità di mantenere la propria posizione fra i Paesi dell’Asia di nuova industrializzazione.

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