Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – È al massimo il livello di allerta in Thailandia, dove le autorità temono che l’anniversario della formazione di un gruppo separatista islamico sia segnato da attentati e violenze. Da oggi al 15 marzo le misure di sicurezza sono state innalzate nelle tre province meridionali a maggioranza musulmana - Pattani, Narathiwat e Yala - e nella capitale.
Il 13 marzo è il 47esimo anniversario del Barisan Revolusi Nasional (BRN), fondato nel 1960 dopo il cosiddetto “Programma per il Miglioramento dell’Educazione”, riforma che ha tentato di assimilare e porre sotto la stessa etichetta i musulmani e i malesi; principale obbiettivo del BRN, attivo fino agli anni ’70-’80 era quello di istituire la repubblica indipendente di Pattani che includesse le regioni di Yala, Pattani, Narathiwat, Satun ed una parte di quella di Songhkla.
La polizia di Bangkok ha messo in atto un nuovo piano che tiene sotto controllo 3mila obiettivi sensibili nella città, compresi luoghi pubblici, centri commerciali, ambasciate e palazzo reale. La capitale ha già subito gravi attentati lo scorso Capodanno, in cui sono morte tre persone. Il gen. Montree Sangkhasap, vice direttore dell’International Security Operations Command, ha reso noto che il Ministero dell’Informazione e delle tecnologie installerà centinaia di telecamere a circuito chiuso in varie zone del Paese, concentrandosi nel sud. Nella provincia di Yala sono stati istituiti più di 22 check point. Nonostante ciò, ieri i separatisti hanno attaccato un night club e bruciato una scuola nel distretto di Yaha.
Pattani, Yala e Narathiwat, al confine con la Malaysia, sono tutte e tre a maggioranza musulmana e più povere rispetto al nord a maggioranza buddista. La recrudescenza delle violenze nel sud risale al 4 gennaio 2004, quando un gruppo di militanti islamici ha fatto incursione in un deposito di armi a Narathiwat. Da allora sono morte più di 2mila persone in una lotta che vede confondersi gli interessi del crimine organizzato e la corruzione locale con l'estremismo islamico.










