Rilasciati su cauzione i leader della protesta in Thailandia

Fra gli arrestati il portavoce e il capo dell’ dell’Alleanza popolare per la democrazia, che promettono di continuare la lotta politica fino alle dimissioni del governo. Ex capo dell’esercito afferma che “un colpo di mano dei militari” è la sola soluzione per uscire dalla crisi.

Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – I leader della protesta in Thailandia hanno ottenuto la libertà su cauzione e potranno continuare la loro battaglia volta a ottenere le dimissioni in blocco dell’attuale governo. I rivoltosi si erano consegnati questa mattina alla polizia che li aveva arrestati con l’accusa di “fomentare rivolte”, ma sono stati rilasciati dietro pagamento di una somma di denaro .

Essi chiedono che venga stralciata l’accusa di “tradimento”, mentre restano ancora pendenti le imputazioni per “assemblea illegale” e “incitamento” alla violenza, che potrebbero spalancare di nuovo le porte del carcere. “Tutto a posto, non ci sono provvedimenti detentivi a nostro carico”, ha dichiarato Sondhi Limthongkul, capo dell’Alleanza popolare per la democrazia (Pad), al momento di lasciare la stazione centrale di polizia di Bangkok assieme ad altri sei attivisti.

I manifestanti continuano a occupare le aree circostanti alla sede del Parlamento e hanno accolto con gioia la notizia del rilascio degli attivisti. Oltre al leader del Pad, Sondhi Limthongkul, sono stati liberati Suriyasai Katasila, portavoce dell’Alleanza democratica, l’attivista Pibhop Dhongchai e il sindacalista Somsak Kosaisuk. Altre due figure di primo piano del movimento di opposizione, Chamlong Srimuang e Chaiwat Sinsuwong, erano stati arrestati la scorsa settimana e rilasciati ieri.

Nel Paese cresce la solidarietà per i rivoltosi mentre divampano le polemiche per i metodi usati dalla polizia per sedare le proteste di martedì scorso, che hanno causato la morte di due persone e il ferimento di altre 443. Fonti della polizia, avallate da una parte degli organi di stampa e da testimoni oculari, riferiscono invece che i manifestanti brandivano pistole, sbarre di ferro, machete e bottiglie incendiare con le quali hanno attaccato le forze dell’ordine. Venti gli agenti ricoverati in ospedale per le gravi ferite riportate.

La situazione potrebbe presto precipitare e non si esclude un colpo di mano dei militari. In una intervista apparsa oggi in prima pagina sul Bangkok Post, l’ex premier e capo dell’esercito Chavalit Yongchaiyudh – che martedì, dopo la rivolta repressa nel sangue, ha rassegnato le dimissioni dal governo – sostiene che “il golpe militare è la sola soluzione valida” per uscire dalla crisi. Egli afferma che il potere andrà poi affidato a un “governo a interim” che traghetti il Paese verso nuove elezioni.

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