08/10/2018, 13.06
MYANMAR
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Naypyidaw, fissato il primo incontro per la pace tra governo, militari e ribelli

Il summit avrà luogo a Kyaukpadaung, nella regione centrale di Mandalay, il prossimo 15 ottobre. Al vertice prenderanno parte Aung San Suu Kyi, il comandante in capo delle Forze armate ed i rappresentanti delle 10 milizie che hanno sottoscritto l’Accordo nazionale del cessate il fuoco (Nca). Le delegazioni discuteranno i princìpi di base per un futuro sistema di governo federale e la politica di un solo esercito.

Naypyidaw (AsiaNews/Agenzie) – Per la prima volta dal 2011, anno d’inizio del processo di pace nel Paese, i vertici di governo, Tatmadaw [l’esercito birmano] ed Organizzazioni etniche armate (Eao) si incontreranno per tenere colloqui diretti. Il summit tra il consigliere di Stato Aung San Suu Kyi, il comandante in capo delle Forze armante Min Aung Hlaing ed i rappresentanti delle 10 milizie che hanno sottoscritto l’Accordo nazionale del cessate il fuoco (Nca) avrà luogo a Kyaukpadaung, nella regione centrale di Mandalay, il prossimo 15 ottobre.

Le delegazioni discuteranno i princìpi di base per un futuro sistema di governo federale e la politica di un solo esercito. Zaw Htay, portavoce dell’Ufficio presidenziale, tre giorni fa ha sottolineato che l’annunciata presenza del gen. Min Aung Hlaing all’incontro è “un chiaro segnale delle relazioni positive tra governo e militari”. La scorsa settimana, funzionari di governo hanno organizzato una due giorni di riunioni preliminari fra tutti gli interlocutori, per sottolineare l’importanza del vertice del 15 ottobre: sarà il primo al quale prenderanno parte sia Aung San Suu Kyi che il capo militare. In passato, gli eserciti ribelli li avevano incontrati solo in momenti diversi.

L’incontro è visto come una possibilità di nuove prospettive di pace e convivenza anche coi gruppi etnici che finora non hanno firmato alcun cessate il fuoco. Da parte sua, nel tentativo di porre fine a decenni di guerra civile, la Signora sta guidando la principale iniziativa di pace della sua National League for Democracy (Nld): la Conferenza di pace di Panglong del XXI secolo. Dopo la prima sessione dell’agosto 2016, il governo intendeva tenere i colloqui ogni sei mesi. Le violenze e la successiva crisi umanitaria che hanno investito la minoranza islamica Rohingya nello Stato di Rakhine ed il conflitto civile negli Stati di Kachin e Shan hanno bloccato il processo.

Il Consiglio federale delle nazionalità unite (Unfc), organizzazione che riunisce le milizie etniche che non hanno sottoscritto l’Nca, esprime scetticismo per l’incontro del 15 ottobre. Naing Han Thar, presidente dell’Unfc, dichiara che una futura unione federale, soprattutto prima delle elezioni politiche del 2020, è un obiettivo impossibile da raggiungere dato il potere del Tatmadaw.

L'attuale Costituzione del Myanmar, redatta nel 2008 dalla giunta che governava il Paese, riserva ai militari un quarto dei 440 seggi in parlamento e diversi importanti ministeri, inclusi quello alla Difesa, agli Interni e agli Affari di frontiera. Ciò consente al Tatmadaw di porre un veto effettivo al cambiamento costituzionale ed il controllo di tutte le questioni in materia di sicurezza.

Durante la terza sessione della Conferenza di Panglong, lo scorso luglio Aung San Suu Kyi ha chiesto una nuova visione strategica per costruire un piano di pace e porre fine alle ostilità in corso tra esercito governativo e milizie etniche. Ad oggi, le parti coinvolte nei colloqui hanno concordato 51 princìpi di base che riguardano il settore politico, l'economia e le questioni relative alla terra, ma non hanno ancora raggiunto un accordo sul settore della sicurezza.

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